A Bergamo la festa del patrono: otto vescovi per la solenne concelebrazione in Seminario

Mons. Amadei: S. Alessandro «ci assista nel cammino sinodale e aiuti la società bergamasca a riscoprire la vera ricchezza della vita umana e a costruire anche nell’oggi, in forme necessariamente nuove, la solidarietà che, anche con l’aiuto della sua testimonianza, ha caratterizzato molti momenti della nostra storia»


«Il nostro Patrono ci assista nel cammino sinodale e aiuti la società bergamasca a riscoprire la vera ricchezza della vita umana e a costruire anche nell’oggi, in forme necessariamente nuove, la solidarietà che, anche con l’aiuto della sua testimonianza, ha caratterizzato molti momenti della nostra storia». Con queste parole il vescovo di Bergamo, mons. Roberto Amadei, ha concluso l’Omelia della solenne concelebrazione eucaristica - al suo fianco altri sette vescovi e tanti sacerdoti - nella chiesa ipogea del Seminario per la solennità di Sant’Alessandro martire.

Dopo aver sottolineato come si stia sempre più diffondendo «la secolarizzazione, cioè la chiusura ad ogni valore trascendente» il vescovo ha ricordato che «l’uomo rischia di non sapere più chi è, e qual’è il vero scopo dell’esistenza umana. Cresce in maniera vertiginosa la conoscenza dei meccanismi della vita umana, ma scompaiono le domande fondamentali sul significato dell’esistenza umana, sull’identità dell’uomo. E le risposte concrete a queste domande sono affidate alla scienza, alla tecnica, all’economia, realtà che certamente danno e daranno riposte errate e dannose per la maggior parte dell’umanità, perché hanno una visione parziale dell’uomo, e sovente una visione determinata dagli interessi dei gruppi economicamente e politicamente più forti»

Ecco allora perché «la testimonianza sulla verità di Dio e dell’uomo è urgente perché il problema centrale di oggi è la "ricostruzione dell’uomo" aiutando tutti a riscoprire che la vera identità dell’uomo sta nell’apertura all’altro, nell’affidarsi all’altro, nel legame gratuito con l’altro, nel prendersi cura del bene comune. Se non si affronta seriamente questo problema e come rispettare e vivere questa verità sull’uomo nei diversi ambiti dell’esistenza privata e sociale sarà sempre più difficile trovare le soluzioni ai molti problemi che rendono pesante, carica di pensieri la convivenza con i vicini e con i lontani».

La celebrazione nella chiesa ipogea è stata animata dalla Cappella musicale del Duomo e dagli Ottoni, diretti da Mario Valsecchi. Erano presenti anche il sindaco di Bergamo, il presidente della Provincia e il prefetto.

Nel pomeriggio invece il vescovo ha presieduto una Messa solenne nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna. Qui ha ricordato l’importanze dell’esempio del martire Alessandro, che possa essere d’esempio nell’aiutare tutti a rinnovare la fede.

(26/08/2005)

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