A gennaio rincarano luce e gas (ma l’Autorità ci vede dei risparmi)

A gennaio rincarano luce e gas
(ma l’Autorità ci vede dei risparmi)

Più 0,9% l’energia e 4,7 il gas. Furibonde le associazioni dei consumatori

Dal primo gennaio le tariffe di luce e gas aumenteranno rispettivamente dello 0,9%, cioè più dell’inflazione, mentre il gas salirà del 4,7%. Lo ha annunciato l’Autorità dell’Energia nella sua relazione trimestrale, sottolineando che, nonostante gli aumenti in termini percentuali, nel complesso nell’anno «scorrevole» da aprile 2016 a marzo 2017 la famiglia tipo risparmierà 79 euro rispetto a quanto speso nell’omologo anno precedente.

Alla notizia degli aumenti, però, sono insorte tutte le organizzazioni dei consumatori. «Un brutto colpo per le famiglie che già non arrivano a fine mese - attacca il responsabile energia dell’Unione dei Consumatori Marco Vignola -. Per una famiglia tipo significa pagare nel 2017 4,5 euro in più per la luce e 48 euro in più per il gas. Una stangata complessiva pari a 52,50 euro su base annua. Un importo che rischia di mandare definitivamente in rosso i bilanci di chi è già in difficoltà». Di «batosta» parla il Codacons, mentre per Federconsumatori e Adusbef aumenti simili sono «improponibili». I rappresentanti dei consumatori chiedono al Governo di abbassare le imposte su gas e luce. «Le imposte sul gas sono pari al 38,18%» mentre gli «oneri di sistema sull’elettricità hanno ormai raggiunto il 20,36%. Un primato di cui faremmo volentieri a meno» afferma Vignola dell’Unione Consumatori.

Al momento, per calmierare i prezzi delle bollette, l’Autorità annuncia per gennaio l’avvio dell’offerta «Tutela Simile», un offerta di sconto «simile» a una fornitura del mercato libero, l’offerta dovrebbe permettere alle famiglie un risparmio di circa 50 euro all’anno (per una possibile riduzione di circa il 10% della spesa annua, al lordo delle tasse, della famiglia tipo) lo sconto per le piccole imprese sarebbe invece di circa 80 euro. Nel dettaglio, dal primo gennaio 2017, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 18,635 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. Di questa cifra 2,50 centesimi (13,42%) riguardano le imposte, comprese Iva e accise; 3,79 centesimi (20,36%) per gli oneri generali di sistema; 3,95 centesimi (21,22%) sono relativi alla spesa per il trasporto e la gestione del contatore; 6,75 centesimi (36,22%) per i costi di approvvigionamento dell’energia e 1,64 centesimi (8,78%) per la commercializzazione al dettaglio. Dal 1° gennaio finisce anche la differenziazione tra la tariffa di chi ha una potenza fino a 3Kw e chi la supera, viene infatti creata una nuova tariffa di rete (TD) variabile solo in ragione della potenza impegnata e del Kwh prelevato dalla rete dal singolo cliente. L’utente potrà poi scegliere tra un maggior numero di livelli di potenza (con scatti di 0,5 Kw) per rendere più efficienti i suoi consumi. Dal primo di aprile è prevista anche una riduzione dei costi richiesti «una tantum» per effettuare il cambio di potenza

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