Martedì 23 Marzo 2004

A medico dei Riuniti la borsa di studio dell’Associazione Cardiotrapiantati

E’ stata assegnata a un medico della Cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti di Bergamo la borsa di studio offerta dall’Associazione Cardiotrapiantati Italiani. Si tratta del dott. Samuele Pentricci , che - come ha riferito il dott. Paolo Ferrazzi, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dei Riuniti - è stato così inserito nell’Ambulatorio di follow up del decorso post operatorio, fase estremamente importante per questo tipo di intervento chirurgico. Ringraziamenti sono andati all’Associazione e soprattutto al dott. Giuseppe Mazzoleni, che ha deciso di donare una somma di denaro significativa per il lavoro di tutta l’équipe.

Dal 1987, dopo il primo trapianto di cuore effettuato presso gli Ospedali Riuniti, è attiva a Bergamo una sezione dell’Associazione Cardiotrapiantati Italiani (ACTI). La sede bergamasca, che riunisce tutti i cardiotrapiantati operati presso l’U.O. Cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, ha lo scopo di fornire un’azione di sostegno a tutte quelle persone che hanno potuto beneficiare del trapianto di cuore e che grazie all’intervento sono ritornate a vivere.

«Il nostro impegno - spiega Elisabetta Pansa, Presidente della sezione di Bergamo dell’ACTI - è finalizzato a curare gli interessi del cardiotrapiantato soprattutto per alleviare i disagi e le difficoltà che il paziente può incontrare prima e dopo l’intervento e per instaurare un rapporto di cooperazione con gli Enti interessati al fine di esaminare e risolvere le problematiche insorgenti in seguito all’operazione. Abbiamo stretto una forte collaborazione con tutta l’équipe cardiochirurgica del Centro Trapianti che consideriamo all’avanguardia a livello nazionale e internazionale e che riteniamo possedere doti di grande umanità e professionalità. È per questo motivo che abbiamo voluto dimostrare la nostra riconoscenza all’équipe dei Riuniti offrendo una cospicua somma di denaro per la costituzione di una borsa di studio da assegnare a un medico che lavora proprio per la Cardiochirurgia dell’ospedale bergamasco».

(23/03/2004)

e.roncalli

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