Giovedì 18 Settembre 2003

A4, niente quarta corsia la rabbia degli imprenditori

Rabbia, rassegnazione, sfinimento. Difficile dire a chi tutti i giorni rimane intrappolato in coda sull’autostrada che la quarta corsia non sarà pronta prima del 2007. Altri quattro anni di «code forzate» in A4, quindi, dal momento che l’ultimo cantiere a chiudere, è notizia fresca, sarà proprio quello compreso tra Bergamo e Trezzo.

Gli industriali manifestano sorpresa: «Seguiamo attoniti lo sviluppo della situazione. Chi è all’origine di questi ritardi deve prendersi le sue responsabilità - afferma Andrea Moltrasio, presidente dell’Unione industriali di Bergamo - . Le merci oggi in circolazione sono molte meno di quante potrebbero essere con un’economia florida: figuriamoci cosa succederà quando ci sarà una ripresa».

Ancora non riesce a credere all’ennesimo rinvio il presidente dell’Aceb, l’Associazione costruttori edili di Bergamo, Giulio Pandini: «Mi auguro che sia un falso allarme. Questa autostrada serve per lavoro e non per andare in vacanza. Molti operai edili negli ultimi tempi stanno rinunciando ad andare fino a Milano. Possibile che non si riesca a trovare i soldi per il tratto più frequentato di tutta Italia, e quello, a quanto mi risulta, che ha la maggior resa economica».

Anche Remigio Villa, presidente dell’Unione artigiani, non nasconde la sua preoccupazione: «Con l’inizio dell’autunno sappiamo di andare incontro a una situazione sempre più urgente. Intraprenderemo un’azione ancora più incisiva sui nostri parlamentari: quando li abbiamo votati, in cima ai loro programmi c’era proprio la quarta corsia in A4».

Parla di «presa in giro» il presidente dell’Associazione artigiani Italo Calegari: «Mi chiedo quali siano le difficoltà ad affrontare compiutamente la questione da parte delle società che gestiscono il tratto autostradale e che da esso traggono ricavi e si presume profitti, enormi. Mi chiedo inoltre se i politici, bergamaschi e non, abbiano veramente coscienza della gravità del problema».

Punta sul nodo dell’autogrill il direttore dell’Ascom, Luigi Trigona: «Speriamo che i 35 metri che corrono sotto l’autogrill non compromettano gli altri 35 km di quarta corsia. Non mi sembra il caso di farne un motivo di rinvio».

(18/09/2003)

u.negrini

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