Mercoledì 31 Agosto 2011

Alcol e droga, aiuti alle famiglie
«Compagni di strada» si presenta

E' una realta' di volontariato unica nel suo genere a Bergamo. Si chiama «Compagni di strada», è nata 8 anni fa dalla decisione di alcuni giovani di fornire un aiuto alle famiglie con problemi di droga e alcol. Un centro di ascolto con una sede precisa, in via Borgo Santa Caterina 5, e una serata, il martedì, dedicata all'incontro.

Per conoscere e farsi conoscere l'associazione anche quest'anno organizza una festa. Si svolgerà, come nelle passate edizioni, all'Oratorio di Negrone, frazione di Scanzo, nei giorni del 3 e 4 settembre. Ci saranno momenti di convivialità ma anche di riflessione: alle 18 di sabato è in programma un dibattito sul tema «Tossicodipendenze: genitori, come educare». Interverrà il dottor Gianbattista Marchesi.

A conclusione della festa, domenica mattina alle 10.30, la Santa Messa celebrata da Don Chino Pezzoli, il sacerdote bergamasco fondatore di tante comunità di recupero.

Una iniziativa importante per la drammaticità che anche sul nostro territorio riveste il problema della tossicodipendenza. I dati ufficiali parlano di oltre 3000 giovani in cura al Sert, lo sportello contro la droga che fa capo all'Azienda Sanitaria Locale. Dietro questo numero ci sono altrettante famiglie coinvolte, anzi , sconvolte da un dramma quotidiano. Famiglie spesso impreparate ad affrontare il problema , o quantomeno bisognose di un sostegno, materiale e morale. A questi bisogni risponde il gruppo di volontari di «Compagni di Strada». Un servizio che non si esaurisce nella serata di incontro con le famiglie, il martedi' sera.

Ma va oltre. Il presidente dell'associazione, Olivano Comotti , si dedica al recupero dei tossicodipendenti a tempo pieno. Dal primo colloquio con i familiari, fino alla proposta di un percorso di recupero che può sfociare nell'inserimento in comunità. Nel corso di questi anni, «Compagni di strada» ha favorito l'ingresso di tanti giovani nelle comunità di Don Chino Pezzoli e di Don Pierino Gelmini. Un attività che privilegia l'attenzione alle famiglie, al tessuto di relazioni che circonda il tossicodipendente. «Perchè a modificare l'atteggiamento verso droga e alcol -, sostiene Comotti,- non dev'essere solo chi ne fa uso, ma tutti coloro che lo circondano».

Troppo spesso le famiglie vengono lasciate sole a gestire il problema, finendo con l'accettare l'idea che il solo percorso possibile sia quello fornito dal servizio pubblico. Ma negli ultimi tempi anche l'atteggiamento dei sanitari e' cambiato, riconoscendo che il recupero puo' avere maggiore efficacia se , alla terapia strettamente farmacologia, si affianca un percorso di rieducazione della totalita' della persona.

Chi desiderasse prenotarsi per la cena di sabato o il pranzo della domenica puo' contattare Carla al 334-3949506 o Angela al 340-6963145.

a.ceresoli

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