«Amatrice non c’è più» - foto/video Ad Accumoli famiglia sotto le macerie

«Amatrice non c’è più» - foto/video
Ad Accumoli famiglia sotto le macerie

«È un dramma, ci sono dei morti». Così il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, parla del sisma che ha colpito il paese in provincia di Rieti. In stretto contatto con la prefettura, Pirozzi fa sapere che sono arrivati i Vigili del fuoco. «Ci sono persone sotto le macerie, è un macello», ha aggiunto. Mobilitato anche l’Esercito oltre alla Protezione Civile.

Situazione drammatica in provincia di Rieti e Ascoli Piceno. «Abbiamo sentito un boato, poi una scossa lunghissima che ci ha buttato dal letto: sono caduti bicchieri e soprammobili, mi sono ritrovato le pareti di alcune stanze attraversate da crepe, ho preso mia moglie e mia figlia e siamo scappati in strada, come tutti gli altri abitanti del palazzo» Giuseppe Ercoli, corrispondente dell’Ansa da Ascoli Piceno, è una delle centinaia di persone che ha trascorso la notte all’aperto per il sisma di magnitudo 6 che alle 3:36 ha sconvolto i centri dell’Appennino di Marche, Umbria e Lazio.

L’area colpita dal sisma

L’area colpita dal sisma

Strade devastate dal sisma

Strade devastate dal sisma

I crolli per il sisma

I crolli per il sisma

«Non c’era energia elettrica, si sentivano ambulanze sfrecciare a tutta velocità, ed era impossibile mettersi in contatto telefonico: tutte le linee sono rimaste a lungo intasate». Poi » a seconda forte scossa» E le prime notizie su crolli, morti e feriti ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, colpite pesantemente dal sisma.

Il terremoto, avvertito distintamente in tutte le Marche, ha fatto danni anche a Macerata e in provincia, a Gualdo, Castel Sant’Angelo sul Nera, Mogliano» «Mi sono svegliata di soprassalto - racconta al telefono un’anziana maceratese di 83 anni -, ho sentito degli oggetti cadere in cucina e ora mi trovo qui, in auto, con una vicina: credo che la mia casa sia inagibile. E’ uno edificio degli anni ’70, ma si è riempito di crepe. Ho provato a chiamare i vigili del fuoco ma non ci sono riuscita, erano tutti occupati»

Alle 3.36 la scossa è stata di 6.0 con epicentro ad Accumoli dove la situazione è drammatica: una famiglia è sotto le macerie. Il Comune più colpito è quello di Arquata del Tronto: crolli e crepe di edifici antichi ma anche recenti. Migliaia di persone si sono riversate fuori casa per quella che è stata una notte drammatica.

Preoccupazioni e timori anche in Riviera adriatica dove il terremoto si è sentito molto chiaramente. Frane e macerie in tutto il centro Italia, Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto le tre località più colpite: il numero delle vittime sta crescendo. Intanto il responsabile della Protezione Civile Lazio Carlo Rosa racconta: «Il 118 sta già intervenendo ad Amatrice ed Accumoli. Stiamo mandando i mezzi di movimento terra per liberare le strade di accesso. Già mobilitata la colonna mobile regionale con tende, cucine da campo e tutto quello che serve». Ma evidentemente non basta, Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli lamenta la lentezza degli interventi: «Qui i soccorsi non arrivano».

Il sisma è stato avvertito in tutto il centro Italia, in particolare anche a Roma dove molti palazzi hanno tremato per ben due volte e per circa 20 secondi. La notizia si è diffusa rapidamente sui social. Le scosse sarebbero state in tutto diciotto in un’ora e mezza. Cresce di ora in ora il numero degli sfollati.

Sul sisma è intervenuto anche il premier Renzi che con un tweet, pochi minuti dopo la prima scossa, ha fatto sapere di essere in contatto con la protezione civile. Intanto l’Avis provinciale di Rieti lancia un appello su Twitter: «C’è urgente bisogno di sangue». L’invito è quello di recarsi all’ospedale San Camillo de Lellis della città.


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