Giovedì 31 Luglio 2008

Asili nido, Bergamo resta tra le città più care

Bergamo resta tra le città più care per le rette degli asili nido comunali, con 474 euro al mese: è il risultato dell’indagine condotta, come ogni anno, da Cittadinanzattiva. Il triste record di città più cara d’Italia tocca comunque a Lecco, con quasi 600 euro. La media nazionale è molto più bassa e ammonta a circa 290 euro. Insieme a Lecco e Bergamo, fra le città con le rette più care del Belpaese ci sono anche Mantova (470 euro) e Sondrio (436 euro). Milano, invece, nella classifica regionale, figura come il capoluogo di provincia più economico, con una retta media di 232 euro. La media della Lombardia, che secondo Cittadinanzattiva è la seconda regione più cara d’Italia, è di 399 euro, con un incremento dell’1,3% rispetto all’anno scorso. L’incremento maggiore, rispetto all’anno 2006/2007, è stato registrato a Como (più 16%), mentre le tariffe degli altri capoluoghi, ad eccezione di Cremona (più 2,2%), sono rimaste invariate. Mantova, invece, è l’unico caso in cui le tariffe hanno subito un calo (meno 1,1%). Infine, secondo la banca dati sulla fiscalità locale, del Ministero dell’interno, aggiornata al 2006, in Lombardia ci sono 617 asili nido comunali con 26.872 posti disponibili, a fronte di 32.748 domande. Solo il 18% dei richiedenti rimane in lista d’attesa, contro una media nazionale del 23%. Bergamo è solo leggermente più indietro quest’anno, con il 26% delle domande rimaste in lista d’attesa. La maglia nera spetta alla Campania con il 40% di bimbi in lista di attesa, seguita da Molise (36%), Sicilia e Lazio (34% ciascuno). L’analisi ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo Isee (riccometro) di 19.900 euro. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali delle Amministrazioni comunali e oggetto della ricerca sono state le rette per la frequenza a tempo pieno (in media 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno) per cinque giorni a settimana.(31/07/2008)

fa.tinaglia

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