Venerdì 24 Aprile 2009

Attraversa con il semaforo rosso
multato dai carabinieri: 38 euro

Incredulo, quando ha visto avvicinarsi i Carabinieri, non sapeva se ridere o piangere. Il verbale di accertamento d'infrazione numero 5759744316 parla chiaro: 38 euro di multa per aver transitato a piedi, sulle strisce pedonali, con il semaforo rosso.

Quel verbale adesso Abdelaziz Ait Lhoussaine, 20enne nato in Marocco a Tazzarine e residente nel quartiere di Monterosso, lo mostra sorridendo. Ma per diversi giorni non riusciva proprio a farsene una ragione: «E' stata questione di centesimi di secondo - spiega il ragazzo coinvolto nel singolare episodio - sono scattato sulle strisce zebrate esattamente tra giallo e rosso. I carabinieri erano fermi allo stesso semaforo, proprio davanti a me prima dell'attraversamento pedonale, ed aspettavano il verde in automobile. In un primo momento sono partiti per la loro strada successivamente mi hanno "ripescato", mentre camminavo tranquillo sul marciapiede, per affibbiarmi la multa».

Si tratta di 38 euro, pagati giovedì allo sportello postale da Abdelaziz, per la violazione del comma 2 dell'articolo 146 del Codice della strada effettuata alle ore 20.05 del 24 febbraio 2009.

«In corrispondenza dell'attraversamento pedonale semaforizzato di via Piazzale Olimpiadi - si legge nel verbale - il pedone effettuava l'attraversamento della carreggiata nonostante la luce rossa».

«Non voglio pensare che mi sia stata data perché sono extracomunitario - aggiunge - in fondo sono consapevole che tutto questo è previsto dalla legge. Penso solo che ci sia stata poca elasticità nei riguardi di un giovane a cui può capitare di attraversare con il rosso senza per altro creare pericoli alla circolazione. Senza successo ho cercato di chiedere clemenza ma nulla. Implacabili e irremovibili mi hanno punito. Pagare quei soldi è stato fastidioso ma considero l'episodio chiuso. Invito comunque tutti a riflettere sul rapporto che va ad instaurarsi fra agenti delle forze dell'ordine e cittadini molto giovani come me».

a.ceresoli

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