Sabato 26 Luglio 2008

Bergamo tassata più di Bresciama meno di Milano

Vale tanto quanto uno stipendio di un impiegato di alto livello la pressione tributaria rilevata in Italia. Secondo un’analisi effettuata dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre sfiora, infatti, 1.500 euro pro capite, precisamente 1.469 euro per abitante.Ma questa è solo una cifra media, considerando che ci sono città che la superano altamente. Una di queste è Bergamo, con 1.772 euro pro capite. La nostra cittadina è 19esima nella classifica delle località con la più forte pressione tributaria locale. Primo Comune capoluogo in tal senso è Milano, con 2.016 euro pro capite, seguita da Pavia (2.016) e Roma (1.940 euro pro capite). La più leggera, dal punto di vista della tassazione, è invece Enna, con 647 euro pro capite, preceduta da Messina (711) e Ragusa (653). La ricerca ha analizzato il «peso» nel 2006 sul portafoglio dei cittadini italiani della pressione tributaria locale intesa come rapporto tra la sommatoria delle entrate tributarie versate al Comune, alla Provincia e alla Regione e la popolazione residente. Imposte che ciascun ente locale applica, per legge ai propri residenti. Il Comune, ad esempio, ha come principale fonte di gettito l’Ici, l’addizionale comunale Irpef e la tariffa per l’asporto dei rifiuti urbani, La provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel e nell’imposta di trascrizione. La Regione, infine, può «giovarsi» della riscossione di una imposta importantissima come l’Irap, della compartecipazione dell’Iva, dell’addizionale regionale sull’Irpef e della compartecipazione sulle accise della benzina.E a fare la parte del leone nella quota di esborsi dei contribuenti, secondo gli esperti della Cgia di Mestre, sono i tributi regionali che incidono sul totale per il 55, 8 %; seguiti da quelli comunali (38, 5%) e da quelli provinciali (5, 6%). Per quanto riguarda Bergamo, per esempio, la cifra di 1.772 euro pro capite è stata raggiunta sommando 592 euro di pressione tributaria comunale, 81 euro di quella provinciale e 1.098 euro di quella regionale. Meno appesantita è invece Brescia: dal Comune le tasse sono di 499 euro, dalla Provincia 84 e infine dalla Regione 1.098.«È chiaro – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – che la lettura dei risultati di questa analisi deve considerare il fatto che dove si pagano maggiori tasse, almeno in linea teorica, i livelli sia quantitativi sia qualitativi dei servizi sono migliori. Inoltre, le tasse sono più alte dove i livelli di reddito sono più elevati. Ma c’è di più. L’indicatore che abbiamo preso come parametro di riferimento, ovvero il pro capite, è un buon riferimento che rischia, però, di penalizzare il risultato di quei Comuni che hanno un numero di residenti relativamente basso. Infine, non va dimenticato che la tassazione regionale, che incide per oltre il 55% del totale, in buona parte è dovuta all’Irap che è una imposta pagata dalle aziende e dai lavoratori autonomi e non dai cittadini».  Nell’analisi della Cgia è interessante verificare anche lo scostamento registrato rispetto al 2005. Per quanto riguarda Bergamo, per esempio, la pressione tributaria è cresciuta di 42 euro contro i 3 euro in più di Brescia e i 66 in meno della tassatissima Milano.(26/07/2008)

fa.tinaglia

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