Venerdì 10 Ottobre 2008

Bergamo-Treviglio: per le stazioni chiuse
Milano chiede aiuto ai Comuni

Le opere infrastrutturali riguardanti la linea Bergamo-Treviglio sono state quasi tutte realizzate, mancano però le condizioni perché i treni possano fermare nelle stazioni di Arcene, Levate e Stezzano.Questi in sintesi i risultati emersi dal Collegio di Vigilanza dell’Accordo di Programma per "la definizione del tracciato ferroviario e il dimensionamento degli elementi infrastrutturali della linea Bergamo-Treviglio" che si è riunito venerdì 10 ottobre nel Palazzo della Regione Lombardia, presieduto dall’assessore alla Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo. Al tavolo erano presenti i rappresentanti dei Comuni di Bergamo, Stezzano, Levate, Verdello, Verdellino, Ciserano, Arcene, Pontirolo Nuovo, Treviglio, della Provincia di Bergamo e di Rfi."Dall’incontro - ha detto Cattaneo - è emerso che gran parte delle opere previste dall’Accordo di Programma del 2001, e recepite successivamente dai Collegi di Vigilanza, sono state realizzate (22 km di binari e 3 stazioni) grazie ad uno stanziamento di 60 milioni di euro e questo significa che chi afferma che sono state sprecate risorse sta dicendo delle bugie. Siamo di fronte ad un’opera infrastrutturale che é stata fatta complessivamente bene e che è pronta per essere utilizzata".Tema diverso è quello del servizio che non rientra nell’ambito del Collegio di Vigilanza, che si occupa invece delle infrastrutture, ma che è stato ugualmente affrontato per capire quando sarà possibile incrementare il servizio sulla linea."Dati alla mano - ha spiegato l’assessore Cattaneo - è chiaro che oggi i treni non si possono fermare in quelle stazioni; basti pensare che nelle ore di punta il tasso di affollamento è del 120%. Occorrono quindi più treni e un servizio con una frequenza maggiore, esattamente come Regione Lombardia sta dicendo da tempo"."Trenitalia - ha aggiunto l’assessore - ci propone una spesa di circa 20 milioni di euro a fronte dell’incremento del servizio. Siamo pronti a coprire circa il 50% dei costi, ma chiediamo agli Enti locali coinvolti di compartecipare per la cifra rimanente per un servizio che certamente serve, ma che allo stato attuale potremo ipotizzare solo nel 2009".(10/10/2008)

a.ceresoli

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