Martedì 28 Dicembre 2004

Bonetti: «Porto la Foppa a giocare a Treviglio»

Non gioco più, me ne vado. E questa volta per davvero. Parola di Luciano Bonetti, presidente del Volley Bergamo sponsorizzato Foppapedretti, alias la corazzata campione d’Italia che negli ultimi dieci anni ha vinto il possibile e l’impossibile e che ora è andata a cozzare contro un muro terribile: il palazzetto di via Cesare Battisti.

Già un paio di mesi fa il patron della Foppa aveva lanciato qualcosa a metà tra un Sos e una provocazione: «Se mi danno un terreno, assicuro che il nuovo palazzetto lo costruisco io». Strada facendo la squadra si è confermata in vetta alla classifica a suon di schiacciate, ma da Palafrizzoni non è arrivata nessuna buona nuova. E il clima tra le parti si è bruscamente raffreddato, e non solo metaforicamente: «Vuole sapere l’ultima? Le ragazze sono costrette a fare allenamento a 13-14 gradi, non so se mi spiego... Questa situazione sta diventando assolutamente intollerabile, e allora basta: o arrivano segnali chiari dal Comune, oppure io porto la squadra a giocare a Treviglio».

Giù in quella Bassa dove c’è un palazzetto con i fiocchi - che da anni ospita i concerti di quei cantanti che di venire a Bergamo a suonare in una struttura dall’acustica terrificante non ne vogliono proprio sapere - e dove la Foppapedretti gioca già in Champions League «perché Bergamo non ha un impianto a norma, roba da pazzi», commenta Bonetti. Ma una precisazione è d’obbligo: «Non ho nessuna intenzione di trasferire la squadra a Milano, questo deve essere ben chiaro». Scelta che, tra l’altro, si rivelerebbe redditizia in una piazza come quella meneghina, da sempre affamata di sport ad alto livello: e il boom di spettatori dell’Olimpia di basket griffata Armani Jeans è lì a dimostrarlo. Ma Bonetti non ne vuol sentire parlare: «Mi viene già il mal di stomaco ad andare a Treviglio per la Champions, figuriamoci se lascio la Bergamasca».

Stabilito questo, serve una svolta: «Perché così non si va avanti. Il palazzetto è lì da vedere, vecchio e decrepito. Ci sono dei bagni da paura, arrivano qui le squadre bulgare e turche e sbarrano gli occhi davanti a questa struttura». E se dentro va male non è che fuori vada meglio: «A ogni partita è uno stillicidio di multe, perché i parcheggi non ci sono e la gente lascia l’auto dove capita. Non dico che sia un comportamento regolare, per carità, ma mi domando perché quando gioca l’Atalanta si chiude un occhio - se non tutti e due - e quando ci siamo noi i vigili sono inflessibili».

E dire che le rossoblù avrebbero il problema opposto dei nerazzurri: «Se lo stadio fa fatica a riempirsi, noi non sappiamo dove mettere la gente». Ma anche la capienza (2.270 posti) è una dolente nota del palazzetto: «Hanno chiuso la "piccionaia" (la tribuna a sbalzo davanti a quella principale - ndr) e questo è un altro problema: i posti sono stati redistribuiti altrove, ma siamo sempre al limite e ben sotto le richieste di biglietti che abbiamo per le partite clou».

Gira e rigira, alla fine la soluzione è una sola: un nuovo palazzetto. E Bonetti riconferma la propria disponibilità: «Il Comune trovi un’area e noi facciamo il resto». Leggi una struttura da 4.000 posti con annessi e connessi, destinato al volley femminile ma anche a quello maschile (non dimentichiamo che l’Allegrini gioca in A2), al basket e a tutti gli sport indoor. «Non ci sono alternative: noi portiamo in giro per l’Italia e l’Europa il nome di Bergamo, ma che figura ci facciamo con un palazzetto come questo?». Palla al Comune, quindi: la Foppa alza, Palafrizzoni farà punto o schiaccerà in rete?

(28/12/2004)

fa.tinaglia

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