Branzi: «Quelle piante un’arma fatale» «Abbattetele». Sei d’accordo anche tu?

Branzi: «Quelle piante un’arma fatale»
«Abbattetele». Sei d’accordo anche tu?

«Spero, per rispetto della persona che non c’è più e del povero figliolo che ha perso la madre, che le piante lungo la strada a Branzi vengano tagliate una volte per tutte».

Il nostro lettore Giuliano interviene dopo la tragedia che si è consumata nel pomeriggio di domenica, quando in un sorpasso lungo il viale alberato una Bmw ha urtato un grosso tiglio

Ne è seguita una carambola che ha sbalzato l’auto superata, una Nissan Micra rossa, proprio contro una delle piante. A bordo nella Nissan c’era una giovane mamma di 31 anni, Francesca Vitali, che nello schianto ha perso la vita.

Il viale alberato di Branzi bloccato dopo l’incidente

Il viale alberato di Branzi bloccato dopo l’incidente

Si tratta - scrive il nostro lettore di «un grave problema di viabilità che riguarda il territorio del Comune di Branzi dove ho purtroppo vissuto in prima persona due incidenti, di cui uno fatale». «Ero in un bar vicino alla latteria quando, d’un tratto, ho sentito un forte rumore è ho visto un fumo blu tipico di gomma bruciata: erano due motociclisti che sono caduti perché un signore, nell’ uscire dalla latteria, a causa delle piante secolari non ha visto la moto. Per fortuna era già presente un ambulanza per un altro evento, e li ha soccorsi subito».

«Nel pomeriggio - prosegue Giuliano - ero a correre e ho sentito sul viale un forte boato: girandomi ho visto la prima scena dell’ incidente, e sono sceso per dare o cercare di dare i primi soccorsi . Un’esperienza che non posso dimenticare».

«A prescindere dall’ errore di uno dei conducenti, la causa primaria della morte e stato l’urto contro le piante secolari che non hanno dato scampo... Quelle piante sono pericolose perché nella zona residenziale tolgono la visibilità a chi entra facilmente nel parcheggio: ma uscendo, sempre di retro, non si ha visibilità».

«Nella parte a inizio paese, dove è presente una zona di sorpasso, le piante sono un’arma fatale, perché non sono protette dal guardrail, e le velocità raggiunte dagli autoveicoli sono alte. Non ci vuole molto a intuirlo».


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