Lunedì 15 Marzo 2004

Caldo dalle Azzorre, la primavera è alle porte

La grande nevicata di giovedì sta terminando la sua evoluzione. Rimangono alle basse quote le ultime residue chiazze di neve ormai sporca, che un clima tornato rapidamente mite sta pian piano sciogliendo, mentre in alto il metro abbondante di neve caduta ha iniziato la sua lenta metamorfosi.

Ma sono nati nuovi problemi per alcune delle zone alte delle nostre valli e su alcuni tratti della nostra viabilità di montagna, che pur avendo il fondo stradale rapidamente ripulito dagli efficienti mezzi moderni, rimangono in alcuni tratti sotto il tiro di possibili scaricamenti di neve dall’alto.

In provincia, ne sono interessate zone classiche e soggette da sempre a questo problema, come l’accesso a Valbondione, il comprensorio Foppolo-San Simone e l’alta Valle dell’Olmo verso il Ponte dell’Acqua sopra Mezzoldo.

In tre giorni lo spessore della neve nuova si è dappertutto quasi dimezzato, e procede nel suo adattamento sopra il vecchio strato di neve, ma la quantità rimane ugualmente importante. In queste condizioni, non solo i tradizionali e noti percorsi di valanga diventano critici, ma anche piccoli e innocui canali o leggeri avvallamenti su pendii ripidi nascosti dai rami degli abeti diventano improvvise potenziali minacce.

È la situazione che si può rilevare evidente, ad esempio, sulla strada provinciale n. 2 nel tratto pianeggiante del Vago sopra Valleve, prima del ponte in pietra in direzione del bivio di San Simone, oppure nei 3 chilometri che corrono in pineta da Mezzoldo al Ponte dell’Acqua. Da Mezzoldo, in particolare, visto che a monte non sono serviti grossi nuclei abitati, sabato pomeriggio è stato comunque aperto in via straordinaria dalle ruspe un tracciolino di 4 chilometri, fino ai due ristoranti del Ponte dell’Acqua, almeno per far scendere a valle i titolari, che erano isolati da 3 giorni.

In particolare verso il Ponte dell’Acqua, da alcune vallecole poco significative, si sono scaricati già giovedì, durante l’imperversare della nevicata, importanti quantitativi di neve farinosa asciutta, scivolata nel ripido dei boschi in mezzo agli abeti, andando a riempire decine di metri di carreggiata stradale, con accumuli anche superiori ai 3 metri e con trascinamento di ramaglie e piccoli abeti divelti.

Per Foppolo gli scaricamenti finora scesi sono minori, ma qui incide il rischio legato alla maggiore frequentazione e presenza di veicoli diretti verso il paese e verso tutti gli impianti del comprensorio Bremboski.

Il perdurare da venerdì di temperature diventate rapidamente tiepide a tutte le quote, per il nuovo scirocco giunto da sud, unitamente alla costante copertura nuvolosa che fa da coperchio termico, mantengono instabile la massa nevosa, che ha necessità di alternare freddo notturno e sole diurno, per compattarsi al meglio.

Il previsto nuovo peggioramento del week-end si è rivelato per fortuna ridimensionato, a motivo di una brusca impennata della pressione su di noi, che ha trattenuto i fenomeni verso ovest, lasciando da noi solo cielo coperto e rilasciando solo qualche breve e debole pioviggine nella mattinata di ieri. Il temuto nuovo apporto nevoso in quota quindi fortunatamente non c’è stato.

Ma di fronte a una situazione neve così eccezionale, e in presenza di una sua trasformazione e stabilizzazione un po’ complicata e resa laboriosa dalle bizzarrie del clima e dalle impennate della temperatura, diventa impegnativo il compito di chi deve sorvegliare sull’incolumità pubblica e decidere i provvedimenti restrittivi alla viabilità.

Tornando alla meteorologia, la grigia giornata di ieri, uggiosa e piovigginosa fino oltre i 2.000 metri, dovrebbe cedere il passo già da oggi a un marcato miglioramento, con alta pressione di stampo quasi estivo dalle Azzorre e dal Nord Africa, con cielo sereno e temperature sia minime sia massime, a tutte le quote, ben oltre la media primaverile, e questo per diversi giorni.

Sarà questo però che stabilizzerà definitivamente in poco tempo il manto nevoso, ponendo fine a tutti i contenziosi sull’apertura o la chiusura delle strade per il rischio valanghe.

Nel frattempo, è bene che anche escursionisti e scialpinisti rimangano ancora su percorsi sicuri o vicino a tracce frequentate o piste battute, evitando assolutamente di tagliare pendii carichi o avvallamenti con neve ventata o cornici evidenti. La molta neve presente basterà quasi certamente ancora per diversi week-end, forse sino alla fine di aprile, e quindi si può serenamente aspettare e rimandare l’uscita sugli sci.

(15/03/2004)

fa.tinaglia

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