Martedì 09 Settembre 2003

Cambia la temperatura, bergamaschi a letto ammalati

A causa dei bruschi e repentini sbalzi di temperatura che hanno caratterizzato l’inizio di settembre molti bergamaschi sono a letto ammalati, già alla prese con termometro e sciroppi sebbene l’estate non sia ancora finita. Niente di preoccupante e, comunque, niente a che spartire con l’influenza, il cui arrivo in Bergamasca è previsto per gli ultimi giorni dicembre o, più probabilmente, per i primi quindici giorni del nuovo anno.

A provocare i malesseri di questo periodo non è infatti il virus dell’influenza, ma alcuni virus «parainfluenzali» chiamati così proprio perché, una volta aggredito il nostro organismo, danno sintomi molti simili a quelli provocati dall’influenza vera e propria: faringiti, laringiti, tracheiti, raffreddori e tosse. I consigli per fronteggiare adeguatamente queste prime avvisaglie invernali sono quelli di sempre: stare a riposo, bere molto, seguire un’alimentazione leggera, tenendo sotto controllo la febbre con un antipiretico. Assolutamente vietato, se non dietro precisa prescrizione del medico, fare uso di farmaci antibiotici. Se dopo due o tre giorni la sintomatologia non dovesse regredire, è il caso di rivolgersi al proprio medico di famiglia per evitare che la malattia peggiori. Quanto al contagio, si tratta di virus che si trasmettono molto più facilmente con le mani che con il respiro: da qui l’invito a lavarsi spesso le mani durante il giorno.

Intanto la macchina organizzativa dell’Asl si è già messa al lavoro per organizzare l’ormai tradizionale campagna vaccinale, ovvero la distribuzione gratuita agli over 64enni del vaccino per fronteggiare senza troppe difficoltà la prossima influenza. Anche se l’influenza 2003 - 2004 non sarà particolarmente agguerrita, il consiglio è sempre quello di vaccinarsi: avrà le stesse caratteristiche dello scorso anno, già conosciute dal nostro organismo, ma non per questo bisogna abbassare la guardia. La vaccinazione consente infatti di ridurre le complicanze e, di conseguenza, di ridurre sia i ricoveri in ospedale sia i decessi, con un conseguente risparmio anche sul fronte economico. La campagna vaccinale non inizierà prima di fine ottobre: le modalità di esecuzione della campagna saranno le stesse, con la collaborazione dei medici di famiglia, a cui ci si dovrà rivolgere per farsi vaccinare.

La campagna di vaccinazione proseguirà per un paio di settimane, fino alla metà di novembre, il periodo migliore per poter consentire al nostro organismo, grazie all’introduzione del vaccino, di sviluppare le difese immunitarie in tempo utile per affrontare senza troppi problemi i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, quando l’attacco dell’influenza sarà massiccio. Alla campagna vaccinale antinfluenzale, l’Asl - com’è ormai tradizione - affiancherà anche quella antipneumococcica, contro cioè la polmonite o la meningite batterica provocate dal pneumococco, malattie che, soprattutto negli anziani, possono provocare serie conseguenze.

(09/09/2003)

f.tinaglia

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