Venerdì 12 Settembre 2003

Cani aggressivi, oltre cento morsi al mese

Sono circa 300 i pitbull registrati all’anagrafe canina informatizzata dell’Asl di Bergamo, 700 i rottweiler. Gli uffici ipotizzano però la presenza di un altro 20 per cento di cani non segnalati, per cui il totale dei cani definiti «potenzialmente pericolosi» può arrivare, in provincia di Bergamo, intorno alle 1.200 unità. Nei primi otto mesi dell’anno sono pervenute ai Servizi Veterinari 817 segnalazioni di morsicature (quindi in media più di cento al mese), ma in nessun caso si tratta di una vera e propria aggressione.

La statistica bergamasca rivela un dato tutto particolare: il 50 per cento delle morsicature sono causate da cani meticci di taglia medio-piccola; il 20 per cento da pastori tedeschi e solo il 30 per cento da cani da guardia di grossa taglia, di varie razze.

«L’alta percentuale di morsicature causate da pastori tedeschi – spiega il dottor Tino Consoli, direttore del Dipartimento veterinario dell’Asl – è determinata dal fatto che da noi il cane da guardia ideale è sempre stato il pastore tedesco. È uno dei cani più affidabili ed equilibrati, non pericoloso né aggressivo, ha un rapporto positivo con l’uomo. Se il ministro Sirchia lo vuole inserire tra i cani a rischio, sicuramente è stato mal consigliato. In Francia le razze ritenute pericolose sono solo il pitbull e il dogo argentino. Lo stesso doberman non è di per sé pericoloso, a meno che sia educato per aggredire».

Gli allevamenti di cani sono sottoposti almeno una volta all’anno a verifiche della situazione igienico-sanitaria e del benessere degli animali. «Nel nostro territorio – precisa il dottor Consoli – non sono registrati allevamenti espressamente dedicati a cani potenzialmente pericolosi. Dedichiamo particolare attenzione ai possessori di animali delle specie considerate più a rischio. Gli animali morsicatori sono sottoposti ad osservazione per valutare il manifestarsi di eventuali malattie infettive. Da tempo non si verificano casi del genere».

Il ministro della Salute è intervenuto sul problema delle aggressioni dei pitbull con alcuni provvedimenti: divieto di addestramento degli animali per renderli più aggressivi; elenco delle razze potenzialmente pericolose con obbligo di segnalazione e assicurazione; divieto di possesso e detenzione ai minori di 18 anni, agli interdetti e ai pregiudicati; inasprimento delle sanzioni. La stessa Regione Lombardia ha all’esame un progetto di legge, presentato dal consigliere Stefano Maullu (Fi), che prevede l’obbligatorietà della licenza per l’acquisto di cani potenzialmente aggressivi o di grossa taglia, e l’assicurazione obbligatoria.

«Sono tutti provvedimenti che andavano adottati al primo apparire del fenomeno – afferma Consoli – quindi ben vengano le nuove disposizioni legislative. Sono però convinto che sia anche necessario impostare dei programmi di educazione, a partire dalla scuola dell’infanzia fino ai proprietari degli animali, per far conoscere le caratteristiche etologiche delle varie razze e soprattutto come comportarsi in casi di emergenza. Sì a norme più severe, ma soprattutto all’educazione alla gestione degli animali. Non esistono cani feroci, ma proprietari incoscienti e, a volte, vittime maldestre».

Come pensa di intervenire l’Asl? «Dovremo aspettare l’uscita delle normative, ma in ogni caso – conclude Consoli – abbiamo già predisposto la mappatura a livello provinciale della presenza di cani potenzialmente pericolosi, intensificato i controlli negli allevamenti e valutato con più attenzione le cause di morsicature. Poiché i provvedimenti vanno presi d’intesa con le autorità comunali, abbiamo chiesto un incontro in una riunione della Conferenza dei sindaci».

(12/09/2003)

f.tinaglia

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