Giovedì 17 Aprile 2008

Carne bovina: «Controlli affidabili»

«Voglio tranquillizzare i consumatori, ricordando che il sistema dei controlli sulla carne bovina è assolutamente affidabile e che le nostre carni sono sottoposte a verifiche severe e puntuali, a garanzia della massima qualità». Con queste parole l’assessore provinciale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Luigi Pisoni, interviene per tranquillizzare i consumatori bergamaschi dopo la notizia di due persone morte in Spagna per il morbo di Creutzfeld-Jacob, sospettato di essere la variante umana dell’encefalopatia spongiforme bovina, la cosidetta mucca pazza.

«In riferimento ai nuovi casi di Bse – spiega Pisoni – gli acquisti domestici di carne bovina delle famiglie italiane sono pari a circa 400mila tonnellate (24 chili pro capite all’anno) per un importo di 3,5 miliardi di euro. Un mercato dunque, che se colto dall’allarme potrebbe crollare senza reale motivo, così come è accaduto, nelle settimane scorse, per la filiera delle mozzarelle di bufala o per il vino adulterato, causando ingenti danni sia dal punto di vista economico che sociale».

«Non esiste alcun rischio di una nuova epidemia legata alla Bse – ribadisce l’assessore Pisoni -. L’esperienza della crisi scoppiata sin dai primi anni ‘90, quando la malattia fu individuata per la prima volta nel Regno Unito, ha messo in moto una serie di iniziative che consentono ai consumatori di stare tranquilli. In Italia, come nel resto d’Europa, è stato adottato un intenso ed efficace programma di sorveglianza e prevenzione».

In Italia l’attività di monitoraggio si poggia sulla sorveglianza di tutti gli animali macellati sopra i 30 mesi o morti in allevamento sopra i 24 mesi. Tra il 2001 e il 2007 si sono investiti più di 150 milioni di euro per l’attività dei laboratori diagnostici e del Centro di referenza nazionale per le encefalopatie spongiformi, con oltre 5 milioni di test effettuati sugli animali allevati nel nostro Paese. Alla prevenzione e ai controlli si sono aggiunte altre misure, allo scopo di tutelare la qualità delle carni: lo stop ai mangimi proteici, l’esclusione dal mercato di prodotti pericolosi e, non ultima, l’introduzione dell’obbligo dell’etichettatura, che consente di identificare l’origine della carne.

«Le notizie di questi giorni – spiega il presidente dell’Associazione produttori bovini da carne, Luigi Carrara – circa la Bse degli animali provenienti da altri Stati si può ulteriormente ribadire che la carne prodotta in Italia è da sempre prodotta con alimenti vegetali e quindi, di fatto, esclusa dai problemi sanitari che i giornali riferiscono in questo periodo. È quindi per maggior tutela dei consumatori da preferire la carne proveniente da allevamenti nazionali».

(17/04/2008)

r.clemente

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