Caro-scuola: «Non è colpa delle librerie I supermercati? Vendono sottocosto»

Caro-scuola: «Non è colpa delle librerie
I supermercati? Vendono sottocosto»

Le responsabilità del «caro-scuola» non sono certo da attribuirsi alle librerie. Antonio Terzi, presidente Sindacato italiano librai di Bergamo risponde così alla polemica avviata da Federconsumatori Bergamo.

Terzi, che è anche vicepresidente nazionale del Sil con delega all’editoria scolastica, in un comunicato sottolinea come «contro i libri di testo vi è un doppio pregiudizio: quello di essere un acquisto imposto e quello di rappresentare una spesa per istruzione, cultura e formazione. Entrambe circostanze invise agli italiani. Ma almeno si discuta a ragion veduta e senza ricorrere ai soliti stereotipi che per il mercato librario non si addicono».

Il particolare fa riferimento a quanto sottolineato da Federconsumatori Bergamo (chiedendosi se l’associazione orobica «abbia una linea autonoma e diversa rispetto alla Federconsumatori nazionale»). A Bergamo Federconsumatori ha invitato «le librerie di scolastica a consorziarsi, attribuendo di fatto loro l’inadeguatezza nella risposta alla Grande Distribuzione».

Antonio Terzi

Antonio Terzi

«Sul tema - scrive Terzi - ho personalmente incontrato lo scorso 6 luglio il presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti. Le conclusioni di quell’incontro partono proprio dalla impossibilità per le librerie di contrattare con gli editori sistemi e condizioni di fornitura diverse e migliorative, situazione ben nota al Rosario Trefiletti».

«Sottolineo poi che la stessa Grande Distribuzione, benché movimenti grandi quantità di testi, non ha condizioni di fornitura migliori, tanto che i loro rifornimenti non sono solitamente effettuati tramite gli editori. E che qualsiasi offerta della GDO sui testi scolastici è un’operazione in perdita, incassano meno di quanto spendano per rifornirsene per intenderci. Si tratta di operazioni di marketing finalizzate ad attrarre la clientela nel periodo giugno-settembre di ogni anno».

«Mi stupisce che il rappresentante dei consumatori non metta in guardia sulla possibilità, ad esempio, che durante l’anno il testo risulti guasto e che il servizio il supermercato l’abbia sospeso con la conseguenza di dover riacquistare il testo, riducendo la questione “scelta” alla sola variabile prezzo».

«Particolarmente importante, oltre naturalmente alla necessità del contenimento delle spese delle famiglie che è tema caro anche alle librerie, il riferimento condiviso al rispetto delle normative vigenti (legge Levi, ma anche verifica della regolarità di altri canali di vendita – mercatini vari e attività commerciale svolta dalle Associazioni genitori)».


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