Mercoledì 25 Febbraio 2004

Casa di riposo, Banca Popolare nella Fondazione

La Fondazione Santa Maria ausiliatrice, alias la nuova veste giuridica della Casa di riposo di via Gleno, fa un nuovo passo avanti: la Banca Popolare di Bergamo (gruppo Bpu) ha difatti deciso di essere della partita. È il primo soggetto privato che entra nella Fondazione, e lo farà versando la quota di 250 mila euro prevista dallo statuto.

«La proposta è stata deliberata dal consiglio della Fondazione Banca Popolare di Bergamo e votata all’unanimità con grande soddisfazione e condivisione circa le finalità che ci consentono di aiutare le persone più anziane e più deboli», spiega Emilio Zanetti, presidente della Bpu. «Ancora una volta questa decisione dimostra quanto la Banca Popolare di Bergamo-Bpu sia attenta alle esigenze sociali del territorio».

«La conferma ci è arrivata ieri, ed è sicuramente un bel segnale», spiega il sindaco Cesare Veneziani. Un bel segnale in sé e per sé ma anche in prospettiva: l’ingresso della Popolare può generare una sorta di effetto-volano nei confronti degli altri privati. «In effetti stiamo aspettando la risposta di altri soggetti: istituti di credito e realtà del mondo imprenditoriale», spiega Gianni Pagnoncelli, presidente del Consiglio d’amministrazione del «vecchio» Gleno, in carica fino a nuovo ordine. O meglio, fino a quando Palafrizzoni non approverà il bilancio preventivo 2004, che contempla 800 mila euro per la Fondazione.

Una volta arrivato il via libera dell’aula - il dibattito è in calendario per il 22-23 e 25 marzo - la Fondazione potrà assumere una forma più definita. Per ora di sicuro c’è solo che Gianni Pagnoncelli intende passare la mano: «Ho chiesto di non fare più il presidente, nonostante mi fosse stato chiesto di restare. Ma ho anche impegni di lavoro, che nei prossimi mesi aumenteranno: difficile conciliare le due cose».

Quindi, a meno di clamorosi colpi di scena, bisogna trovare un nuovo presidente, e le grandi manovre sono già partite. Ieri a Palafrizzoni il sindaco ha incontrato l’imprenditrice Daniela Guadalupi Gennaro, un nome non nuovo nelle vicende della Casa di riposo. Nel luglio del 2002 era in ballottaggio con Pagnoncelli per succedere a Gianambrogio Crevenna alla presidenza del Gleno. Alla fine il sindaco scelse Pagnoncelli, creando qualche malumore nella segreteria di Forza Italia, soprattutto nella cosiddetta ala «daloiana».

Veneziani taglia corto: «Non è che in quell’occasione avessi scelto un candidato di Rifondazione, mi pare». E sull’ipotesi Guadalupi Gennaro glissa: «Non c’è ancora nessuna decisione, certo che è un ottimo candidato». Ma che qualcosa bolla in pentola sembra innegabile, anche se la Guadalupi Gennaro prende tempo: «Secondo me è prematuro fare dichiarazioni: sto valutando l’opportunità».

Statuto alla mano, il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Santa Maria ausiliatrice è composto da sette membri: quattro indicati dai soci pubblici e tre da quelli privati, tra cui - nota bene - il presidente. Quindi, in teoria, potrebbe apparire poco comprensibile il fatto che sia Palafrizzoni a sondare il terreno per il dopo-Pagnoncelli. In realtà lo statuto prevede anche una sorta di periodo-ponte (della durata massima di un anno) entro cui la Fondazione può funzionare anche con i soli quattro componenti indicati dai soci pubblici. Nella fattispecie il Comune e la Provincia.

Quindi non è escluso che la Guadalupi Gennaro sia la presidente di questa prima fase, in attesa che si definisca l’assetto (e il numero) dei soci privati e il Cda assuma la formazione-tipo a sette componenti. E non è nemmeno escluso che dai privati arrivi anche il beneplacito all’imprenditrice bergamasca, presidente tra l’altro della Fondazione per la ricerca sulle malattie rare.

(25/02/2004)

fa.tinaglia

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