Caso Marò, Terzi all’attacco «Malaffare ed interessi economici»

Caso Marò, Terzi all’attacco
«Malaffare ed interessi economici»

L’ex ministro degli Esteri: «Mi ha scioccato dover constatare quanto il malaffare e le considerazioni sommerse di un’economia che non è trasparente possano influire sulla sicurezza e sulla politica estera del nostro Paese».

«Malaffare e interessi economici privilegiati rispetto a sicurezza nazionale. Governo Renzi continua a cercare soluzioni sottobanco. Violati diritti umani e Costituzione». Lo ha detto il bergamasco Giulio Terzi, ex ministro degli Esteri, ai microfoni della trasmissione «Il mondo è piccolo», condotta da Fabio Stefanelli, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Terzi ha ricordato i giorni successivi alle sue dimissioni da ministro degli Esteri, dopo che il Governo Monti aveva deciso di rispedire i Marò in India.«Quando Monti andò al Senato a riferire delle mie dimissioni - ha affermato -, si è riferito a degli interessi economici che dovevano essere tutelati e che andavano aldilà dell’esigenza di salvaguardare la sicurezza e la posizione dei nostri due militari. La natura di questi interessi è intuibile, ma non è mai stata spiegata apertamente dal presidente del Consiglio e dal ministro dello sviluppo economico. Mi auguro che almeno alla conclusione di questa vicenda, ci possa essere una Commissione d’inchiesta parlamentare su questo episodio».

L’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi

L’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi

«Questo caso mi ha impegnato più di tutti gli altri sul piano politico, personale, intellettuale durante il mio mandato. Ero sicuro che il caso si fosse risolto a metà marzo 2013, con uno scatto d’orgoglio e di autorevolezza del nostro Paese sulla scena internazionale. E invece purtroppo tutto quello che avevamo costruito è stato fatto crollare per interessi economici. Mi ha scioccato dover constatare quanto il malaffare e le considerazioni sommerse di un’economia che non è trasparente possano influire sulla sicurezza e sulla politica estera del nostro Paese. Si è parlato ad esempio di interessi legati al commercio dell’amianto con l’India. I Governi Letta prima e Renzi poi hanno commesso l’errore di continuare a trovare delle soluzioni sottobanco, delle vie compromissorie nascoste, dei “do ut des” inconfessabili che risolvessero la situazione, anziché proseguire per la strada maestra dell’attivazione dell’arbitrato obbligatorio che era già stata presa a metà marzo 2013».

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

SecondoTerzi rispedire i Marò in India nel marzo 2013 fu «una decisione illegittima. Non è immaginabile che l’Italia possa mandare in India dei cittadini italiani per un processo, sapendo che nell’ordinamento indiano è prevista la pena di morte. Di conseguenza, è costituzionalmente illegittimo l’invio dei nostri militari in India. E’ stata violata la Costituzionale ed è stata violata anche la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Io so che è in circolazione un documento del Ministero della Giustizia nel quale, a nome del Ministro della Giustizia dell’epoca, veniva detto che l’Italia non poteva rispedire i Marò in India perchè altrimenti avrebbe violato Costituzione e diritti umani».

Terzi ha poi criticato le scelte di politica estera portate avanti dai recenti governi italiani: «Sulla politica estera e di sicurezza, soprattutto quando tocca degli interessi vitali per il Paese, sembra che il Governo abbia perso la bussola. Basti guardare le questioni legate alla sicurezza nel Mediterraneo, i flussi di immigrazione e di terrorismo... Qui noi aspettiamo che l’Onu e l’Ue ci dicano cosa fare. Abbiamo dimenticato che esistono delle forme di autotutela nazionale che andrebbero messe in atto».


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