Centri commerciali 11 comuni «scoppiano»

Uno studio della Provincia sulla grande distribuzione evidenzia che l’81% si concentra in 11 comuni dell’hinterland e della Bassa. Con il nuovo centro commerciale progettato e previsto entro un paio d’anni ad Antegnate, la Bassa supererà anche la cintura dei Comuni attorno a Bergamo per quanto riguarda il rapporto tra metri quadrati dedicati alla grande distribuzione e il numero di abitanti.Ci si potrebbe stupire di fronte a un’affermazione del genere, soprattutto dopo una corsa lungo l’Asse interurbano tra Curno, Orio e Seriate. Così come dubbio potrebbe risultare il fatto che rispetto alla media lombarda, nella Bergamasca, i centri commerciali - quanto a metri quadrati - non sono troppi. Eppure sono certezze numeriche, che mettono in evidenza un’altra tendenza: l’aumento di una sorta di polarizzazione tra ambiti territoriali diversi e più o meno propensi a ospitare i centri commerciali. A fronte delle impennate di hinterland e pianura per la realizzazione di grossi centri, l’ambito montano e un’intera fascia di media pianura sembrano infatti restare fuori dai giochi.Dallo spillo all’elefante, era lo slogan degli inglesi di Harrod’s: in quel di Curno non si troveranno gli elefanti, ma dopo aver comprato un solo spillo e aver pranzato al fast food, ci si può anche fermare in auto a fare benzina al distributore acquistato e gestito dal centro commerciale. Cosa vogliamo di più?È il quadro conoscitivo elaborato dalla Provincia in collaborazione con il Centro studi del territorio dell’Università di Bergamo e con il Politecnico di Milano, a fornire i dati per comprendere meglio il fenomeno della media e della grande distribuzione commerciale (la prima per punti vendita con superfici comprese tra gli 800 e i 2.500 metri quadrati, la seconda dai 2.500 in su).«Il nostro piano del commercio - spiega l’assessore alla Pianificazione territoriale di via Tasso, Felice Sonzogni - sarà uno strumento applicativo del prossimo programma regionale triennale del commercio, non ancora predisposto. Nel frattempo il quadro conoscitivo si presenta come un’ottima base di approfondimento della realtà esistente».(24/05/2006)

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