Venerdì 10 Aprile 2009

Clusane, due ipotesi per la sciagura
Ancora un disperso, parla il superstite

Due morti, un disperso e un superstite. È questo il triste bilancio del grave incidente avvenuto sul lago d'Iseo nel pomeriggio di giovedì 9 aprile. I corpi di due dei tre dispersi nel lago d'Iseo sono stati recuperati dai vigili del fuoco attorno alle 2.30 di venerdì 10 aprile. Si tratta di Lino Foiadelli, ex pilota di motonautica e proprietario di un cantiere nautico, e di Maurizio Napoleoni, 30enne di Brusaporto. Manca all'appello, e continuano quindi le ricerche, Joselito Corti, 45enne di Bagnatica, ma con la residenza a Montecarlo.
Sotto choc Maurizio Finazzi, unico superstite: «Eravamo tutti vivi dopo la caduta, poi i miei tre compagni sono stati inghiottiti dalle acque». Poi racconta: «C'è stata una sterzata violenta e siamo finiti in acqua. Non ho sentito né freddo né dolore: ho subito cercato aiuto, ma eravamo lontani dalla costa e le forze mi mancavano. Man mano passavano i minuti ci siamo allontanati l'uno dall'altro: cercavo di raggiungere la terra ma è stata durissima. Mi sono girato più volte verso gli altri: a un certo punto non li ho più visti».

TRAGEDIA SUL LAGO

Giovedì pomeriggio 9 aprile quattro persone sono state sbalzate da un motoscafo durante un giro di prova: tre sono risultate subuto disperse, mentre una si è salvata. L'unico ripescato - ferito, ma non in gravi condizioni - è Maurizio Finazzi, 44 anni, di Grumello del Monte. Con lui sul potente «Cigarette 30 Vice» - un costoso motoscafo made in Usa - c'erano anche Lino Foiadelli di Sarnico, Maurizio Napoleoni e Joselito Corti.

L'INCIDENTE

Dopo alcuni giri sul lago, durante una virata è avvenuto l'incidente. I quattro occupanti sono stati sbalzati fuori bordo. Quando sul posto sono accorsi alcuni pescatori, era passato circa un quarto d'ora: a galla è stato trovato solo Maurizio Finazzi, mentre degli altri tre non c'era traccia. Le lunghe ricerche dei sommozzatori non hanno dato esito fino intorno alle 2 quando è stato rintracciato il corpo senza vita di Foiadelli. Podo dopo il recupero anche del corpo di Napoleoni.

IL RECUPERO
Al lavoro nella notte la squadra dei vigili del fuoco sommozzatori composta da sette subacquei che con una telecamera hanno scandagliato il lago per una zona ampia 100 metri per cento. I due corpi recuperati si trovavano a 11 metri di profondità, a 20 metri di distanza l'uno dall'altro.

LA VICENDA
I quattro erano partiti alle 15,30 dal cantiere di Foiadelli a bordo di un Cigarette Vice 30, un mostro di 11 metri e mille cavalli, con due motori da 8.000 cc ciascuno, capace di raggiungere i 70 nodi, circa 135 chilometri orari che sull'acqua solitamente valgono il doppio. Un motoscafo del tipo di quelli che comparivano nel telefilm «Miami Vice», fino a qualche anno fa usato per le gare offshore e con un prezzo proibitivo per i comuni mortali: 350 mila euro. Secondo la ricostruzione era Joselito Corti, che nel Principato di Monaco gestiva una società che tratta imbarcazioni di lusso, il potenziale cliente, arrivato con l'amico Maurizio Napoleoni al cantiere di Foiadelli per una prova del bolide (Finazzi, amico del 56enne di Villongo, era lì per puro piacere). Quando si sono lasciati la «Baia del Sebino» alle spalle, al volante c'era Foiadelli, pilota esperto, campione di gare inshore (quelle che si corrono su fiumi e laghi). Poi Lino deve aver ceduto la guida a qualcun altro: il superstite ha raccontato che al momento della tragedia lo scafo era condotto da uno degli altri due. Che cosa sia successo non lo ha saputo dire nemmeno Finazzi: un guasto al timone o forse una virata troppo accentuata per la velocità a cui sfrecciavano. La forza centrifuga ha fatto il resto catapultandoli fuori, oltre le murate che su quella barca arrivano sin quasi alle ascelle.

CONTINUANO LE RICERCHE
Intanto proseguono le ricerche per il recupero del corpo del terzo superstite: i sommozzatori stanno scandagliando sia il largo che la zona vicina alla costa per trovare il corpo di Joselito Corti: era lui il possibile acquirente del motoscafo andato distrutto nell'incidente.

LE CAUSE DELL'INCIDENTE

A 24 ore dalla sciagura si cerca anche di capire le cause che hanno provocato l'incidente. Due le ipotesi al vaglio dopo aver analizzato quello che è rimasto del motoscafo. I tecnici hanno infatti rilevato un guasto al piede poppiero del motore sinistro e due sono quindi le ipotesi che potrebebro spiegare l'incidente: che il guasto sia stato improvviso con il solo funzionamento del motore destro che avrebbe costretto quindi il mezzo a una sterzata brusca a sinistra o che il guasto sia stato causato da una manovra troppo brusca.

fa.tinaglia

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