Sabato 02 Luglio 2005

Colognola, dopo l’incendio riapre la chiesa parrocchiale

Le campane restano fuori uso, ma la chiesa di Colognola torna agibile, e si torna a celebrare la Messa a distanza di due settimane esatte dall’incendio che ha devastato le sagrestie e provocato danni per migliaia di euro. Dopo la prefestiva di oggi alle 20, da domani le Messe a San Sisto saranno quelle consuete della domenica: alle 7,30, alle 9,30, alle 11,30 e alle 18,30. Da settimana prossima, inoltre, inizieranno poi i primi lavori di sistemazione dell’edificio di culto danneggiato dalle fiamme.

I danni più gravi causati riguardano la zona delle sagrestie. L’incendio ha reso pericolante il soffitto del corridoio (tuttora inagibile) che congiunge le sagrestie alla cappella dei santi, dietro l’altare. Danneggiato l’impianto elettrico, in fumo l’armadio con i paramenti dei sacerdoti, bruciato il controllo elettrico delle campane, distrutto un tappeto di valore e la cornice di un quadro del Seicento, raffigurante la Presentazione di Gesù bambino al tempio. Il fumo nero che ha invaso tutto l’edificio ha poi annerito pareti e colonne e tutta la chiesa andrà tinteggiata per cancellare definitivamente i segni del rogo. Ci vorranno mesi per sistemare tutto.

Il rogo si è sviluppato sabato 18 giugno, alle 14,30. La chiesa era chiusa al pubblico e all’interno non c’era nessuno. Ad accorgersi per prima del rogo era stata una collaboratrice parrocchiale, aprendo la chiesa per il pomeriggio. Il parroco, monsignor Ubaldo Nava, è intervenuto subito cercando di spegnere le fiamme e rimanendo, tra l’altro, ustionato ad un piede (ora è in via di guarigione dalla ferita riportata). Le cause dell’incendio – definito accidentale dai vigili del fuoco – ad oggi non sono ancora state accertate. L’incendio si era sviluppato nel lungo corridoio che, passando dietro al tabernacolo e all’altare, congiunge le sagrestie alla cappella dei Santi, posta a sinistra guardando l’altare dai banchi dei fedeli. L’unica cosa certa, finora, è che le fiamme si erano sviluppate dal deposito di candele di cera e poi avevano intaccato l’armadio con i paramenti sacerdotali. Il forte calore aveva irrimediabilmente danneggiato il soffitto del corridoio, di conseguenza dichiarato inagibile dai vigili del fuoco.

(02/07/2005)

a.campoleoni

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