Venerdì 01 Luglio 2005

Comincia la stagione dei saldi: i commercianti sperano nelle vendite, i consumatori nei ribassi

Conto alla rovescia per i saldi: è già iniziata in alcune città italiane la stagione estiva degli sconti. In altre città, come Bergamo, il via alle svendite comincia dal 2 luglio e si protrarrà per 60 giorni. La stagione dei ribassi sembra quest’anno ancora più attesa dai negozianti. Dopo circa un anno di stagnazione dei consumi, con veri e propri picchi negativi in alcuni mesi, i commercianti sperano infatti di rifarsi in qualche modo con l’avvio di sconti e liquidazioni. Non tanto per portare in positivo un conto ormai in rosso, ma almeno, spiegano, per tornare in pareggio. La stagione non è stata delle migliori per abbigliamento, calzature e accessori, messi alle strette anche dalla concorrenza cinese. Le 160.000 imprese della distribuzione moda, sottolinea Alfredo Ricci, presidente del settore moda della Confesercenti, hanno dovuto fare i conti con un calo del fatturato stimabile intorno al 30%. Una vera e propria caduta che si somma ai risultati già non esaltanti degli scorsi anni. L’abbigliamento sembra essere il primo bene da sacrificare. Gli oggetti del desiderio già avvistati nelle vetrine cominceranno dunque a diventare più abbordabili dal 2 luglio.

Il periodo dei saldi sarà il banco di prova dello stato di salute economica anche delle famiglie bergamasche. E’ difficile ipotizzare quanto sia l’impoverimento reale e quanto giochi invece la paura di non arrivare a fine mese, ma certo la forbice si allarga tra i redditi fissi e quelli autonomi, tra chi sceglie quel che vuole e chi sceglie invece quel che può. Secondo Telefono Blu, organizzazione di difesa dei consumatori, l’arrivo dei saldi di fine stagione quest’anno dovrebbe spingere la gente a fare acquisti per 120 euro a testa.

Nel 2001, secondo l’Istat, una famiglia in Lombardia spendeva mensilmente 430 euro di alimentari e 2.051 di non alimentari; nel 2003 la spesa era salita a 460 euro di alimentari e 2.204 di non alimentari. Le principali voci strutturali di spesa riguardano tutto quanto ruota intorno alla casa (compresa la manutenzione) arrivando al 25% del budget. I mutui sono una voce importante per il 13% delle famiglie e bloccano in media 430 euro ogni mese. I trasporti coprono il 14% del bilancio e si tratta di una spesa non comprimibile perché in gran parte collegata al lavoro e allo studio. Le famiglie di anziani (con oltre 64 anni) spendono, mediamente milleduecento euro al mese, 750 in meno rispetto ai singole giovani. Il nostro territorio non si discosta dalla media lombarda. In complesso i bilanci mensili appaiono sempre più ingessati per l’aumento dell’incidenza delle spese fisse. Il margine per i consumi si assottiglia e le tendenze sono: abbassare la qualità dei consumi, tagliarli il più possibile, ricorrere alla rateazione attraverso le società finanziarie che concedono prestiti al consumo.

(01/07/2005)

g.francinetti

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