«Con i tifosi sempre forti tensioni» Ruggeri: Atalanta ceduta, era un incubo

«Con i tifosi sempre forti tensioni»
Ruggeri: Atalanta ceduta, era un incubo

«Abbiamo sempre avuto problemi con la tifoseria, relazioni contestatorie e tensioni. Ho ceduto l’Atalanta per paura di far vivere a mia madre e mia sorella il clima di contestazione sostenuto fino a quel momento». A parlare sul banco dei testimoni del Tribunale di Bergamo Alessandro Ruggeri che ai tempi degli scontri dei tifosi discussi in aula nella mattinata di giovedì 15 gennaio era presidente della squadra bergamasca.

È infatti ripreso di fronte al giudice Maria Luisa Mazzola il maxi processo a 147 ultras figlio di un’inchiesta partita nel 2009 dal sostituto procuratore Carmen Pugliese e dalla squadra mobile.

Alessandro Ruggeri

Alessandro Ruggeri
(Foto by Beppe Bedolis)

Ruggeri ha parlato anche di una serata trascorsa con il Bocia: «Il 28 novembre 2009 mi chiamò e mi disse se potevo andare a far visita a un tifoso detenuto agli arresti domiciliari. Per cercare di mantenere dei buoni rapporti accettai. Ci incontrammo in via Broseta e andammo a trovarlo. Eravamo solo io e lui, senza giocatori. Non so se poi loro fecero lo stesso. Una volta invece mi chiamò perchè a un gruppo di tifosi era stata inflitta una pesante multa, circa 40mila euro. Gli dissi che mi sarei mosso io, poi non ricordo come andò a finire. In ogni caso non mi chiesero mai un euro durante il mio periodo di presidenza, questo lo posso affermare con certezza».

Alessandro Ruggeri fuori dal Tribunale

Alessandro Ruggeri fuori dal Tribunale
(Foto by Beppe Bedolis)

Sono stati sentiti anche alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine e in particolare l’ispettore Luca Gambin che ai tempi dei fatti si occupava dei rapporti con i tifosi per la Digos. Sui toni confidenziali che il «Bocia» avrebbe avuto nei suoi confronti - come da intercettazioni telefoniche -, Gambin parla della necessità, a quei tempi, di gestire le relazioni, con rappresentanti delle tifoserie che spesso millantavano relazioni e raccontavano fatti non veri.

In aula erano attesi anche altri testimoni, come l’ex centrocampista Tiberio Guarante, che non si è presentato a causa di un problema al ginocchio, o come Cristiano Doni e Antonio Conte: anche loro non si sono però visti in aula. Prossima udienza giovedì 22 gennaio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA