Contro i sacchetti a pagamento in aumento la frutta confezionata

Contro i sacchetti a pagamento
in aumento la frutta confezionata

L’introduzione dal primo gennaio scorso dei sacchetti bio a pagamento per l’ortofrutta sfusa nella distribuzione moderna sta cambiando le abitudini di consumo degli italiani.

Con tanto di nicchia di contestatori della misura, volta a contenere la dispersione di plastiche nell’ambiente, che arriva addirittura alla scelta di ridurre gli acquisti di frutta e ortaggi freschi nella Gdo.È quanto evidenzia un sondaggio realizzato dal Monitor Ortofrutta di Agroter in collaborazione con Toluna, che ha analizzato la reazione avuta nei primi dieci giorni dell’anno sull’intero territorio nazionale. Il 12% degli italiani, secondo l’indagine curata da Roberto Della Casa, docente di marketing dei prodotti agroalimentari all’Università di Bologna, ha preferito comprarla già confezionata per non dover pagare il sacchetto eco-bio. Un altro 21% del campione, invece, ha preferito rivolgersi al fruttivendolo - che tradizionalmente utilizza sacchetti di carta, quindi non soggetti a pagamento obbligatorio - invece che al supermercato. C’è però un 7% di consumatori che indica di aver comprato meno frutta e verdura e questo, per Della Casa «è un piccolo campanello d’allarme che non va sottovalutato».

«Non vorrei certo che il provvedimento - commenta Fabio Massimo Pallottini, presidente della rete Italmercati e Dg del Car di Roma - abbia ora un impatto negativo sui salutari consumi di ortofrutta, che già vivono una fase critica. Probabilmente un maggiore coinvolgimento delle catene distributive prima dell’entrata in vigore della norma avrebbe spinto la Gdo a farsi carico del costo dei bioshopper».

Nel carrello della spesa nulla tuttavia è cambiato per il 56% degli intervistati, che rispondono di aver fatto la spesa come al solito: un comportamento più marcato nei giovani (18-34 anni) con il 61%, rispetto agli over 55 (53%). Per il 34% il giudizio è negativo, «si tratta di una tassa occulta e impatta sui consumatori»: a pensarla così sono il 40% degli over 55 contro il 22% dei giovani. Giovani che, invece, propendono per questa valutazione del provvedimento: «giusto il concetto, ma poco efficace all’atto pratico», opzione scelta dal 31% contro il 21% degli over 55 e una media nazionale del 24%. Questo dato va poi sommato al 23% che giudica il provvedimento positivo perché sensibilizza gli italiani e contribuisce a ridurre l’inquinamento. La nuova legge, quindi, spacca in due il Paese: se si considera anche il 12% che ha risposto «inutile», le fazione positiva e quella negativa praticamente si equivalgono. Nessuno tuttavia sembra interessato a tornare indietro: solo il 6% degli intervistati vorrebbe i vecchi sacchetti in plastica gratuiti» conclude.


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