«Così ho fermato il tir a tutta velocità Io un eroe? Ho fatto quel che dovevo»

«Così ho fermato il tir a tutta velocità
Io un eroe? Ho fatto quel che dovevo»

«L’ho fatto e basta. Ho visto la strada, le macchine che arrivavano in senso opposto e ho pensato: se il tir non si ferma è una strage». Riccardo Capeccia racconta i fatti come se fosse una normale giornata di lavoro. Invece proprio lui, carabiniere 44enne, è stato protagonista di un gesto eroico.

L’appuntato scelto, da 12 anni in servizio alla compagnia di Villanova D’Asti, è riuscito a fermare un tir impazzito, lanciato a tutta velocità e senza controllo a causa di un malore del conducente. Intervistato da La Repubblica Torino, Capeccia racconta come è andata: «Il camion ha tamponato la nostra macchina di servizio e l’ha spinta in un fosso. L’impatto lo ha fatto rallentare, così ho potuto aggrapparmi alla maniglia della portiera sul lato del conducente del tir e mi sono buttato nell’abitacolo. Il camion stava andando avanti verso la curva e stava invadendo l’altra corsia. Con una mano sono riuscito a sterzare ma non trovavo nessun freno. In quel momento ho pensato davvero che ce la saremmo vista brutta io e il camionista. Poi, mezzo dentro e mezzo fuori dall’abitacolo, perché non riuscivo a spostare l’autista che stava male, sono riuscito a raggiungere il freno a pedale con una mano. Eravamo già sul rettilineo in discesa e avevamo preso ancora più velocità. Alla fine ci siamo fermati a meno di 400 metri dalla casa cantoniera che Giorgio Faletti celebra nella sua canzone «Signor Tenente».


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