Sabato 18 Settembre 2004

Costa Volpino: contro i rumori, il paese si divide in tre aree

Il Comune di Costa Volpino dichiara guerra ai rumori. I 70 decibel misurati nelle ore di punta nella centralissima via Nazionale e in altre zone del paese sono infatti insopportabili per chi ha bisogno di riposarsi, concentrarsi nello studio o dedicarsi alle attività che necessitano di una particolare tranquillità. L’«Operazione bavaglio» è stata così varata nel corso dell’ultimo Consiglio comunale con l’introduzione di norme particolarmente severe nel piano di zonizzazione acustica in vigore dal 1996 con l’abbassamento dei limiti massimi di disturbo acustico. I tecnici dei Servizi Sistemi di Pisogne, incaricati di redigere la relazione sulla zonizzazione acustica del paese più popoloso dell’Alto Sebino, hanno classificato nella cosiddetta «classe prima», vale a dire tra le zone più protette, l’area della Malpensata destinata al nuovo complesso scolastico, il Parco del fiume Oglio, la Casa di riposo cav. Contessi e la scuola materna di Volpino. Ciò significa che il futuro plesso scolastico e la casa di riposo per anziani potranno godere in una sorta di isola felice dove i rumori diurni non potranno superare i 50 decibel e quelli notturni i 40. In considerazione di queste previsioni, gli edifici scolastici dislocati sul territorio facenti parte dell’Istituto Comprensivo sono stati collocati in «classe seconda», perché, una volta alienati, saranno destinati ad abitazioni e attività commerciali. In questa classe sono state inserite anche le aree cimiteriali, boschive, agricole terrazzate e di fondovalle. Qui il grado di tolleranza dei rumori sale a 55 decibel durante il giorno e a 45 di notte. In «classe terza» (60 decibel come limite diurno e 50 notturno) sono invece inseriti il centro urbano di Costa Volpino, l’area urbana in località Piano e l’area circoscritta dalla ex Statale del Tonale e dalla prevista circonvallazione che collegherà via Prudenzini con via Marco Polo. Immissioni di punte di rumore comprese tra i 55 ed i 65 decibel o addirittura tra i 60 ed i 70 decibel saranno invece possibili rispettivamente nelle aree urbane interessate da intenso traffico veicolare e in quelle caratterizzate dalla presenza di insediamenti industriali, con scarse abitazioni. L’adeguamento alle direttive indicate nel Piano richiede tempi piuttosto lunghi: dai cinque ai dieci anni. L’attuazione della normativa impone per i nuovi insediamenti l’obbligo di presentare agli uffici competenti le previsioni di impatto ambientale e, per le realtà esistenti fuori norma, l’applicazione di specifici piani di risanamento.

(18/09/2004)

fa.tinaglia

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