«Cura del ferro, convegno che fa ridere» Consigli a Trenord per limitare i danni

«Cura del ferro, convegno che fa ridere»
Consigli a Trenord per limitare i danni

«Sono ancora troppo poche le iniziative che Regione Lombardia organizza per dibattere di trasporto pubblico. O meglio, non saranno mai abbastanza».

«Perciò non è certamente mia intenzione attaccare gli organizzatori o deridere l’invito che mi hanno inviato recentemente a un convegno intitolato “La Cura del Ferro” che si terrà in Regione Lombardia lunedì 17 novembre mattina, alle ore 10. L’invito arriva dalla segreteria del Pd lombardo e dal consigliere bergamasco Jacopo Scandella, da sempre attento e coinvolto nelle questioni che gravitano attorno al Tpl».

«Nulla da eccepire. Se non fosse che l’invito a condividere l’organizzazione di questo convegno con gli oltre 700 iscritti alla pagina Facebook del Comitato Pendolari Bergamaschi fa ad oggi francamente un po’ sorridere. Quando si dice ridere per non piangere. Quindi decido di darne notizia ma accompagnandola a una breve lettera: questa».

Treni cancellati e ritardi in stazioneBedolis

Treni cancellati e ritardi in stazioneBedolis

«Circa una settimana fa io e altri “colleghi” pendolari di comitati regionali e associazioni - di fatto i rappresentanti dei viaggiatori alla Conferenza Tpl regionale - abbiamo inviato un’ennesima lettera a tutto il Consiglio regionale lombardo per rinnovare il nostro invito all’assessore Alberto Cavalli a un incontro con quelli che sono viaggiatori, rappresentanti di comitati, pendolari, cittadini ed elettori. Chiediamo questo incontro da aprile, dall’insediamento dell’assessore, che peraltro non abbiamo potuto incontrare neppure nell’ultima conferenza, l’unica tenuta sotto il suo Assessorato finora, alla quale non ha partecipato. Finora, a questa lettera - l’ennesima - non abbiamo avuto risposta».

«Ma sappiamo che l’assessore sarà ospite del convegno di cui sopra. Per certi versi, per fortuna altrimenti che convegno sul Tpl mai potrebbe essere? Ciò detto, si fa fatica - alla luce degli avvenimenti delle ultime ore sulle direttrici ferroviarie dell’Est Lombardia - capire se questa “Cura del Ferro” di cui si parla sia una cura a base di ferro per rendere più forti i nostri politici e le nostre istituzioni, se si tratti della Cura Al Ferro che presuppone un impegno sulla manutenzione, sul miglioramento di quello che già c’è oppure si tratti di un’ipotesi - che ad oggi ci pare fantascientifica più di film di James Cameron - di aumento di servizio in Lombardia e di miglioramento delle infrastrutture».

«Come ormai tutti i pendolari bergamaschi sanno, il guasto nella stazione di Melzo dovuto al maltempo delle ultime giornate e chissà forse da una cattiva progettazione dei sistemi di impianto della stazione stessa (ma non possiamo saperlo) causerà tagli alla circolazione ferroviaria delle linee regionali e suburbane almeno per tutta la prossima settimana. E chissà se basterà...»

«Giovedì, tutti - e dico tutti! - i treni della linea Bergamo-Milano via Lambrate in entrambe le direzioni sono stati cancellati. L’informazione in stazione non è partita bene. Nonostante il danno fosse già chiaro dalle 22 del giorno precedente, nessun Berretto Verde, zero personale addetto alle informazioni, era presente nella stazione di Bergamo alle ore 7 e mi sono ritrovata - dopo una telefonata a un assonnato ma prontissimo manager di Trenord - ad essere io a informare i viaggiatori, che stazionavano davanti ai monitor nel caos dell’infinito cantiere della stazione della nostra bella città».

«E a Milano le cose non stavano andando meglio: il tam tam di telefonate e messaggi anche da altri pendolari di altre direttrici e da altri rappresentanti di comitati mi davano notizie di informazione zero persino in Centrale e in Lambrate. Come chiamare questo comportamento? Disattenzione? Menefreghismo? Cattiveria? Disorganizzazione? Fate voi».

«E come si può giudicare un capotreno che sa perfettamente che i treni da Bergamo non partiranno come fa a chiudere sul naso dei pendolari le porte dell’unico convoglio “via Carnate” per Milano Porta Garibaldi? Oppure, ancora, come fa a divertirsi ridendo stupidamente delle masse dei lavoratori e degli studenti che a Porta Garibaldi cercano di salire sul treno delle 18.31 per Bergamo fischiando la partenza del treno al suo collega macchinista mentre guarda compiaciuto la gente che spintona pur di salire e gli grida di aspettare?»

Problemi anche a Treviglio

Problemi anche a Treviglio
(Foto by Luca Cesni)

«Perché più che Cura del Ferro... Qui ci vorrebbe una Cura di Formazione e Sanzioni per lavoratori che si comportano così, ma è un mio parere personale per carità

«Abbiamo davanti una settimana molto difficile. Sappiamo che molti treni - forse più della metà - saranno soppressi. In certi casi per favorire il passaggio dei Freccia Bianca, altrimenti sai che guaio dire alla stampa nazionale che la Milano-Venezia è chiusa? Piuttosto meglio far patire chi paga ogni mese un abbonamento e deve prendere un treno - in genere sporco, freddo e pieno - per recarsi al lavoro o a scuola».

«Cosa può fare Regione Lombardia insieme alle aziende coinvolte in questo disastro (Rfi, Trenord e Trenitalia ma anche alle aziende del trasporto su gomma)?

- imporre a Trenitalia di permettere ai pendolari delle linee coinvolte di salire sui Freccia Bianca per Verona, Venezia, Trieste per poter raggiungere Treviglio e cambiare treno in modo più facile senza alcun sovrapprezzo sull’abbonamento. Viaggeremo in piedi ma almeno avremo a disposizione qualche treno in più.

E se Trenitalia non ci sta, ci farebbe piacere capire perché. Per lasciare a terra i poveri pendolari regionali dei quali si vergogna, prediligendo i viaggiatori con il portafoglio pieno delle classi Business? Ecco, se è così, ce lo dica ma per davvero. Mettendolo chiaramente nero su bianco. E in tal caso potremmo rispondere che invece i nostri soldi quando si tratta di pagare gli abbonamenti non le fanno schifo, vero?

- Valutare un aumento di servizio su gomma laddove già esistente. Per esempio un aumento di corse di autostradale tra Bergamo e Milano potrebbe essere una soluzione temporanea ma sicuramente molto molto utile. Sempre che venga organizzata e comunicata nel modo migliore.

- Aumentare le composizioni sul materiale rotabile (alias carrozze) che servono in questo momento la via Carnate. Sappiamo che già lo si sta facendo ma bisogna farlo bene e in fretta perché venerdì il treno 10760 delle 7,23 era composto da 5 vetture piano ribassato (di solito è doppio piano!) e pertanto aveva una capienza persino inferiore al normale! Pura follia e perdonatemi è nuovamente un parere personale.

- Ammettere che, nonostante il guasto sia chiaramente imputabile a piogge torrenziali, c’è qualcosa che non va nella gestione della rete ferroviaria in Lombardia, che spesso non è abbastanza manutenuta e finalmente imporsi ai tavoli che contano, perché l’infrastruttura sia adeguata alla domanda crescente di Tpl ferroviario.

- Infine non nascondere la testa sotto la sabbia e capire che un’intera settimana - se basterà - di servizio decurtato al 50% è forse persino peggiore del danno causato due anni fa dal sistema informatico di Trenord che fallì in fase di implementazione e che necessita una risposta chiara, anche a bocce ferme e a termine dell’emergenza, ai pendolari lombardi del Quadrante Est (Bergamo, Brescia, Cremona) che hanno pagato un abbonamento nel mese di novembre per avere un servizio inesistente o pessimo. E se questa terribile illazione ha il sapore di “bonus”, ebbene non sbagliate».

«Non si preoccupi l’assessore Cavalli in ogni caso perché nessun pendolare lombardo verrà a tirargli le uova al convegno di lunedì. Perché in fondo siamo dei gran signori noi poveri pendolari e soprattutto perché, essendo gli ultimi in Italia ad avere ancora un lavoro, non possiamo permetterci di intervenire a un convegno che si terrà lunedì alle ore 10 della mattina perché, se ce l’avremo fatta ad arrivare a Milano per quell’ora, saremo sicuramente chini sulle nostre scrivanie».

Lucia Ruggiero

Comitato Pendolari Bergamaschi


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