Lunedì 17 Novembre 2008

Dai Riuniti un ponte di solidarietàcon l’ospedale di Gulu, in Uganda

Si chiama Dorcas Ogwel e di professione fa la Caposala delle 6 sale operatorie dell’ospedale St. Mary’s Lacor Hospital di Gulu, l’unica struttura del Nord Uganda in grado di offrire alla popolazione locale assistenza sanitaria di qualità. In questi giorni è ospite degli Ospedali Riuniti, grazie alla convenzione tra il nosocomio bergamasco, l’Associazione Nepios e l’Asl di Bergamo, stipulata nel 2006 con l’obiettivo di offrire apparecchiature sanitarie e formare il personale per sostenere e rafforzare l’attività dell’ospedale ugandese.Lo stage di Dorcas Ogwel è iniziato la scorsa settimana e continuerà fino al 21 novembre. Il suo obiettivo è quello di vedere da vicino come è organizzata la complessa attività nelle sale operatorie degli Ospedali Riuniti, dalla gestione del personale, all’approvvigionamento dei materiali, dalla compilazione dei verbali operatori alla programmazione dell’afflusso dei pazienti che devono sottoporsi ad intervento chirurgico. Fino ad ora Dorcas Ogwel ha visitato i blocchi operatori, la centrale di sterilizzazione, la farmacia interna, l’ingegneria clinica, mentre questa settimana incontrerà il Gruppo Operativo del Dipartimento Prevenzione e Sorveglianza delle infezioni, visiterà il blocco operatorio del dipartimento pediatrico e le sale parto.“Sono molto soddisfatta dell’esperienza che sto vivendo, esperienza di importanza fondamentale per me e per il mio ospedale. – ha raccontato Dorcas Ogwel - L’attività chirurgica è uno dei nodi essenziali del mio ospedale, in cui ferite di guerra e incidenti stradali sono all’ordine del giorno. Il nostro blocco operatorio è uno dei migliori del Paese per modernità e complessità ed è passato di recente da 4 a 6 sale operatorie, ma sul piano organizzativo possiamo e vogliamo fare un passo in avanti. Una buona organizzazione del blocco operatorio è essenziale sia per migliorarne l’efficienza sia per assicurare la qualità del servizio e il buon esito dei nostri interventi. Per questa possibilità che mi è stata data devo ringraziare l’Associazione Nepios e tutto il personale degli Ospedali Riuniti, in particolare il dottor Maurizio Migliori della Direzione medica che con grandissima disponibilità, premura e professionalità mi sta insegnando tantissimo”.(1711/2008)

a.ceresoli

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