Lunedì 19 Ottobre 2009

Dalmine restaura l'Antenna
con l'aiuto dell'Università

È partita a settembre la seconda delle tre fasi del monitoraggio. Con i suoi 63 metri d’altezza, infatti, l’antenna di Dalmine, progettata dall’arch. Giovanni Greppi nel 1939, rappresenta uno dei simboli della Città. Ma a settant’anni ormai compiuti, questo storico manufatto mostra segni di degrado tanto che, per precauzione, la bandiera tricolore da tempo non sventola più in sommità. E’ quindi necessario intervenire per consolidare la struttura e restituirla in piena sicurezza alla città.

Proprio per questo motivo, il Comune di Dalmine ha sottoscritto una convenzione con la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo: « E’ il nostro primo intervento di messa in sicurezza di un monumento storico della nostra Città” – dichiara l’Assessore ai Lavori pubblici, Valerio Bolognini- Desideriamo proseguire questa strada anche negli altri edifici pubblici, in particolare nelle scuole».

E’ lo stesso neo – Preside della Facoltà, prof. Paolo Riva, a condurre lo studio che permetterà di fornire le valutazioni necessarie sugli interventi più opportuni. Tre le fasi previste: 1) indagine storica in collaborazione con la Fondazione Dalmine; 2) indagine sullo stato di conservazione e rilievo del comportamento strutturale sotto azioni di vento ed irraggiamento solare; 3) progettazione dell’intervento di recupero strutturale a cura del dipartimento “Progettazione e Tecnologia” per la messa in sicurezza ed il restauro conservativo.

La prima fase, conclusa nel luglio 2008, ha accertato la stabilità del manufatto. I risultati della verifica strutturale dell’antenna, soggetta a carichi permanenti ed alle azioni ambientali, hanno consentito di concludere che, allo stato attuale, la stabilità dell’antenna è conforme alle normative vigenti e quindi non è a rischio.

Nel mese di settembre è iniziata la seconda fase, che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Insieme al ripristino dell’alimentazione elettrica e dell’impianto di segnalazione aerea non funzionanti, saranno messe in sicurezza le sovrastrutture sulla sommità dell’antenna per alloggiare inizialmente il router GPS (necessario al monitoraggio degli spostamenti della sommità dell’antenna in funzioni delle variazioni climatiche ed ambientali) e quindi, in modo definitivo, gli accelerometri e le centraline.

Nella terza fase, prevista nei mesi successivi, si prevede il trattamento delle superfici con sabbiatura a metallo bianco, la sostituzione dei carter metallici arrugginiti in corrispondenza delle sezioni di transizione, la metallizzazione della superficie esterna, la verniciatura con prodotti idonei ed il ripristino del sistema di movimentazione della bandiera. Grazie alla stazione meteo utilizzata per le fasi di monitoraggio, la Facoltà di Ingegneria potrà inoltre fornire un servizio di acquisizioni di dati pluviometrici, barometrici, del vento e della temperatura, rimediando così all’assenza di queste informazioni su Dalmine e dintorni.

a.ceresoli

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