Giovedì 30 Dicembre 2004

Diecimila euro alla scuola della Comunità Ruah per ricordare Rocky, un senegalese «speciale»

Si chiamava Rocky Gueye El Hadji, veniva dal Senegal ed capitato nella Bergamasca nel 1998. È morto martedì scorso, a soli 38 anni, stroncato improvvisamente da un’emorragia cerebrale. Oggi la sua salma, accompagnata dalla moglie Coumba e dalla figlioletta Koudia di appena otto mesi, è partita per il Senegal, per riposare per sempre nella sua terra.

Rocky era un immigrato «speciale». Aveva cominciato come tanti suoi connazionali come «vù cumprà» per le strade della Valle San Martino, ma poi aveva imboccato una strada che meglio esprimeva la sua ricchezza culturale, le sue doti di profondo conoscitore della civiltà e della cultura africana, le sue capacità di mediare tra la sua e la nostra tradizione. Era cominciato così un grande impegno, quello di mediatore della comunità Ruah, una struttura di accoglienza per immigrati legata al Patronato San Vincenzo, tanto da diventare un punto di riferimento serio e affidabile. Lo conoscevano tutti, dagli immigrati agli operatori sociali, agli amministratori: un esempio di come è possibile, pur in presenza di differente cultura, tradizione e fede religiosa (era orgogliosamente islamico), tradurre in pratica il concetto di integrazione.

Sul suo computer ha lasciato scritto: «Gli immigrati hanno un sogno in comune: quello di essere considerati prima di tutto come persone, di essere giudicati per quello che sono, sognano di poter condividere ciò che hanno di meglio, di essere accompagnati nella loro marcia verso l’integrazione positiva delle differenze che ci compongono». Questo era Rocky.

In suo ricordo, e a riconoscimento del ruolo di mediazione che ha svolto con gli immigrati agricani che si avvicinavano alla scuola, la Giunta comunale di Palazzo Frizzoni ha deciso uno stanziamento di 10 mila euro per dare un forte e convinto segnale di appoggio alla continuità della scuola di italiano per immigrati promossa dalla Comunità Ruah.

La scuola, che ha registrato lo scorso anno la partecipazione di quasi 500 allievi, è gestita con l’aiuto di una sessantina di volontari capaci di insegnare la nostra lingua.

(30/12/2004)

g.francinetti

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