Dimenticata in auto, muore a 18 mesi Il dolore della famiglia. E di tutta Italia

Dimenticata in auto, muore a 18 mesi
Il dolore della famiglia. E di tutta Italia

Non ce l’ha fatta la bambina di 18 mesi «dimenticata» a Vada (Livorno) in auto dalla madre per circa quattro ore: mercoledì, dopo un giorno di agonia, è morta all’ospedale pediatrico «Meyer» di Firenze, dove era stata ricoverata in condizioni disperate. I genitori della piccola sono stati al suo capezzale in tutte queste ore.

A cominciare dalla madre, che nelle prossime ore potrebbe essere iscritta dal pubblico ministero Massimo Mannucci nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. È stata lei, l’altroieri mattina, a dimenticare la figlia e a raccontare poi ai soccorritori di averlo fatto per colpa di «un vuoto di memoria improvviso». Ora ci sarà anche da affrontare il calvario dell’iter giudiziario, compresa la probabile autopsia della bambina per definire con certezza la causa di morte.

Quella di martedì scorso doveva essere una giornata come tutte le altre e invece per i genitori della piccola è diventata un incubo: la mamma, come ogni mattina, avrebbe dovuto accompagnare le figlie rispettivamente al campo solare e all’asilo nido, prima di recarsi al lavoro. E invece ha lasciato sola la più grande, di sei anni, mentre la più piccola è rimasta in auto. Quando ha parcheggiato la macchina per andare a lavoro si è dimenticata di lei, lasciandola nell’abitacolo della vettura, trasformatosi in breve in un «forno» a causa delle elevate temperature di questi giorni.

Quando, intorno all’ora di pranzo, la donna è tornata alla macchina, ha visto la figlia priva di coscienza, reclinata sul seggiolino, e ha capito. Ha dato l’allarme. Ha seguito in una corsa disperata il suo angelo in ospedale, prima a quello di Cecina e poi al pediatrico fiorentino «Meyer». È cominciata una corsa contro il tempo, purtroppo conclusasi ieri nel peggiore dei modi. I genitori hanno acconsentito a donare gli organi. La notizia ha alimentato anche qualche polemica. «Da tempo chiediamo misure in grado di evitare simili episodi – spiega Carlo Rienzi, Codacons – e in particolare abbiamo avanzato una proposta alle case costruttrici di auto: oggi ci sono avvisi acustici che allarmano il guidatore su diversi fronti. È necessario anche un avviso acustico collegato con il seggiolino per i bimbi».


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