Dopo Bergamo tocca a Ivrea «Città industriale» patrimonio Unesco

Dopo Bergamo tocca a Ivrea
«Città industriale» patrimonio Unesco

L’Italia consolida il primato di siti nella Lista Unesco del Patrimonio mondiale con l’iscrizione di “Ivrea, città industriale del XX secolo», e il rinvio al 2019 delle «Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene». Lo rende noto la Farnesina.

Dopo le fortezze veneziane capitanate dalle Mura di Bergamo nel 2017, tocca a un’altra città impreziosire il palmares tricolore nella speciale classifica dei patrimoni Unesco. La delegazione italiana al Comitato del Patrimonio Mondiale, guidata dal Sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, rientra da Manama, dove sono riuniti gli Stati membri Unesco, con l’iscrizione di Ivrea ed è riuscita a ribaltare il giudizio negativo espresso dall’organo tecnico di valutazione in un rinvio al prossimo anno dell’esame della candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Tale azione è stata resa possibile grazie all’impegno della rete diplomatica e a seguito di una serie di incontri bilaterali svolti a Manama con i principali membri del Comitato, che hanno consentito di illustrare nel dettaglio le caratteristiche di unicità del paesaggio presentato. Un’azione che ha portato la maggioranza assoluta dei membri a sostenere l’iscrizione già quest’anno della candidatura italiana, sfiorando il quorum di due terzi richiesto per tale decisione.

L’Italia porta a 54 i siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale e consolida il primato del nostro Paese nel ruolo guida di salvaguardia del patrimonio culturale dell’umanità. «L’Italia esce da Manama con un’immagine rafforzata e rimane un punto di riferimento imprescindibile in ambito Unesco e un esempio di coerenza per tutti i Paesi che intendono valorizzare il patrimonio culturale dei propri territori e delle proprie comunità - afferma il Sottosegretario Picchi - Abbiamo fatto sentire la nostra voce, riuscendo ad ottenere il riesame della candidatura delle Colline del Prosecco, rifiutando un esito di bocciatura che pareva scontato - ha aggiunto Picchi - Abbiamo convinto i membri del Comitato a riconsiderare le raccomandazioni dell’organo tecnico dell’Organizzazione e a riconoscere l’unicità culturale e sociale delle Colline. «Con il successo dell’iscrizione di Ivrea - ha concluso il Sottosegretario Picchi - l’Italia include per la prima volta nel patrimonio dell’umanità un sito innovativo, espressione di uno sviluppo industriale a forte impatto sociale, aprendo la strada a future candidature simili di altri Paesi».

Durante l’esposizione del report valutativo da parte di Icomos, tra gli elementi positivi emersi dalle loro analisi, è stata evidenziata la buona conservazione e gestione del sito candidato, ovvero le misure di conservazione adottate sono state definite adeguate, tant’é che durante il lungo confronto non ci sono stati accenni, né da parte degli Stati membri né da Icoms, legati a tematiche critiche ambientali.

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