Accoltellamento a Casnigo, su Fb: «Stateci vicino con l’amore e la preghiera»

Accoltellamento a Casnigo, su Fb:
«Stateci vicino con l’amore e la preghiera»

«Stateci vicino tutti se potete con l’amore e la preghiera». È questa la frase che la mamma del ragazzo che domenica ha accoltellato il padre a Casnigo ha postato su Facebook.

Il drammatico gesto risale al primo pomeriggio. A chiedere aiuto è stata la figlia minore, di 16 anni. «Presto venite, mio fratello ha accoltellato mio papà», ha detto con la voce tremante al 112. Erano le 14,30 di ieri e la telefonata arrivava dall’abitazione di famiglia, in centro a Casnigo.

Pochi istanti prima suo fratello, 22 anni, qualche lavoretto saltuario e nessun problema con la legge, ha inferto una coltellata al loro padre, di 56 anni, molto conosciuto nel paese della Val Gandino.

Per fortuna il fendente non gli ha leso la carotide. Il padre è stato soccorso dal 118, che ha inviato sul posto i mezzi di soccorso della Croce verde di Colzate. Trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, al cinquantaseienne è stata medicata una ferita lacero contusa di circa tre centimetri sul lato del collo. È in osservazione, ma non rischia la vita. Già oggi potrebbe essere sentito dai carabinieri di Gandino e del nucleo operativo di Clusone, che stanno ricostruendo la vicenda. E che, domenica pomeriggio, hanno portato via in manette il figlio: si trova ora rinchiuso nel carcere di via Gleno a Bergamo e deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Eseguito l’arresto, martedì 27 gennaio il gip Raffaella Mascarino deciderà sulla convalida del fermo. Il ragazzo intanto resta in carcere.

Ma come mai un ragazzo che tutti in paese descrivono come tranquillo ha aggredito in quel modo il padre? All’origine dell’accoltellamento ci sarebbe una lite scaturita per futili motivi. All’improvviso il ragazzo ha afferrato un coltello con lama seghettata, uno di quelli che si usano normalmente a tavola (e che ora è sotto sequestro), e si è scagliato contro il genitore. Un gesto d’impeto, secondo i carabinieri, della cui gravità il ventiduenne si sarebbe subito reso conto, visto che gli stessi militari lo hanno poi trovato, assieme alla sorella, intento a soccorrere il padre, sdraiato sul pavimento del corridoio della casa al secondo piano della palazzina.


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