Domenica 28 Novembre 2004

È morta l’anziana investita in via Baioni

È morta nella notte agli Ospedali Riuniti di Bergamo l’anziana investita lo scorso venerdì sera a poca distanza dalla propria abitazione in via Baioni. La donna era stata urtata da un’auto mentre si trovava a venti metri dal cancello di casa, in via Baioni, proprio davanti al Gs. L’ottantaquattrenne, dopo aver sbattuto violentemente contro il parabrezza, era stata sbalzata di alcuni metri in avanti, finendo sul selciato. All’arrivo dell’ambulanza del 118, le sue condizioni erano sembrate subito molto gravi. La ferita, caricata in ambulanza, era stata prima rianimata sul posto e poi portata d’urgenza al Pronto soccorso dei Riuniti, per essere sottoposta ad accertamenti. La sua prognosi è rimasta sempre riservata. Dopo l’accaduto è rimasto sotto choc il conducente della vettura, un 49enne di Valesse, sentito a lungo dalla pattuglia dell’Unità incidenti della polizia locale, che aveva effettuato i rilievi.

L’uomo, che era alla guida di una Opel Corsa, viaggiava lungo via Baioni in direzione del centro. Giunto all’altezza dell’intersezione con via Rossi, si era spostato al centro della carreggiata, imboccando la corsia preferenziale per i veicoli che svoltano a sinistra. Proprio allora è avvenuto l’investimento. La 84enne, che stava attraversando la strada dal Gs verso il marciapiede opposto, era stata investita in pieno e sbalzata di qualche metro.

La Opel Corsa si era fermata sulle strisce bianche dell’attraversamento pedonale, mentre l’anziana era stata soccorsa qualche metro più avanti, a due passi dalla villetta del civico 68, dove abita. A causa delle ferite riportate, l’anziana donna era in pericolo di vita. Nel corso delle ore le sue condizioni sono andate via via peggiorando e nella notte è giunto il decesso.

Originaria delle Marche, l’anziana viveva in una villetta al civico 68 di via Baioni. Al piano superiore abitano il figlio, la nuora e il nipote. La donna era rimasta vedova due anni fa: il marito, pure marchigiano, era morto dopo una lunga malattia, durante la quale lei lo aveva assistito e curato con dedizione.

(28/11/2004)

e.roncalli

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