Enduro, il braccio di ferro continua Il Wwf presenta due esposti

Enduro, il braccio di ferro continua
Il Wwf presenta due esposti

Il Moto Club Bergamo replica: «Gli enti territoriali hanno tutti dato il proprio assenso, confermando la qualità del nostro agire»

Sono due gli esposti presentati alla Procura di Bergamo prima e dopo l’effettuazione, dal 19 al 21 giugno, della Valli Bergamasche, valida quest’anno come prova del campionato mondiale enduro: li ha presentati il Wwf Bergamo, come conferma il presidente provinciale Mario Zambon. «Abbiamo mosso rilievi ancor prima del via – spiega Zamboni – quando con un esposto urgente abbiamo chiesto, senza ottenerlo, il sequestro preventivo delle aree di gara per un iter autorizzativo non a norma. Alcuni enti non hanno approfondito a dovere i percorsi proposti dagli organizzatori».

E gli ambientalisti sollevano dubbi sulla regolarità delle procedure adottate da Clusone, ma anche a Bossico e Onore: «Vogliamo credere – aggiunge Zamboni – che al nostro lavoro corrisponda analogo impegno della magistratura e si consideri finalmente nella sua gravità il reato ambientale». La replica di Andrea Gatti, presidente del Moto Club Bergamo: «Pratichiamo uno sport lecito e chiediamo i necessari permessi per eventi di grande portata. Se i permessi non ci fossero, ci vedremmo costretti a rinunciare alle gare, ma dato che gli enti territoriali hanno tutti dato il proprio assenso, confermando la qualità del nostro agire, noi portiamo avanti con passione la nostra attività».


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