Esplosione a Bologna, «un inferno» Le foto dei vigili del fuoco di Bergamo

Esplosione a Bologna, «un inferno»
Le foto dei vigili del fuoco di Bergamo

Un tamponamento violentissimo, un incendio, una tremenda esplosione. Mancavano pochi minuti alle 14, sul raccordo autostradale di Bologna che collega l’A1 all’A14 quando un’autocisterna che trasportava gpl ha centrato in pieno un tir fermo in colonna. E’ divampato un incendio, poi la cisterna di gpl, per il surriscaldamento, è esplosa, con un boato spaventoso.

Una sola, l’autista dell’autocisterna, al momento, è la vittima accertata anche se ancora non si può escludere che il bilancio possa crescere. Sono 68, invece, i feriti: alcuni sono stati colpiti da schegge e detriti, altri hanno riportato pesanti ustioni su varie parti del corpo. Tre di loro, fra i quali un poliziotto della Stradale che insieme a due colleghi stava dirigendo il traffico dopo un precedente incidente, sono stati portati ai centri grandi ustionati di Cesena e Parma, ma non sarebbero in pericolo di vita.

La tremenda esplosione ha fatto collassare il ponte dell’autostrada che corre parallela alla tangenziale in un quartiere periferico, ma molto popoloso, della città, quello di Borgo Panigale, noto nel mondo perché è la casa della Ducati.

Un’altra foto realizzata dai vigili del fuoco di Bergamo

Un’altra foto realizzata dai vigili del fuoco di Bergamo

Sono partiti dalla centrale verso le 15 si lunedì i tre mezzi Urban search and rescue (Usar) con a bordo i Vigili del fuoco di Bergamo diretti alla volta di Borgo Panigale, alla periferia di Bologna. I pompieri orobici non hanno atteso a lungo: come è arrivata la notizia del grosso incidente stradale hanno subito organizzato le squadre per andare in supporto alle decine di squadre di colleghi già in posto per domare l’incendio.

La voragine che si è aperta nella strada

La voragine che si è aperta nella strada

Ha i contorni dell’Apocalisse il racconto fatto dagli abitanti di quel tratto di Borgo Panigale che si affaccia sul viadotto della Via Emilia squarciato dall’esplosione di un’autocisterna in viaggio sul viadotto di raccordo tra l’A1 e l’A14. «Ho ancora l’auto sotto il cavalcavia – ricorda Marco Rosadini, di Arezzo –, aspetto di capire se e quando la potrò riprendere. Mi trovavo qui per lavoro, ero al ristorante «Il randagio» quando, a un certo punto, abbiamo sentito uno scoppio violentissimo: ho pensato a un attentato. Poi, con la deflagrazione, il tetto di vetro del ristorante ha iniziato a crollare: le persone hanno iniziato a scappare. Ho guardato fuori e mi è sembrata di vedere tutta una parete di fiamme». Quindi, conclude, «ci sono stati 7-8 minuti di scoppi: non ho davvero pensato a un incidente, avevo pensato a un attentato». Erano quasi le 14 di ieri, attacca una signora seduta su una seggiola fuori dal palazzo in cui abita, «ho sentito due o tre “bussi” piccoli e mi sono avvicinata alla finestre per guardare cosa stesse succedendo quando ho sentito un boato molto forte e lo spostamento di aria calda che ha investito il nostro palazzo qui sopra il bar di via Panigale. Poi ho visto la gente in strada che correva», quelli che provenivano «dalla concessionaria auto Peugeot e Citroën» e dal vicino supermercato.

L’autostrada è stata ovviamente chiusa e dai prossimi giorni si cominceranno a ipotizzare i tempi necessari al suo ripristino. L’esplosione dell’autocisterna è stata avvertita in tutta la zona, ha fatto tremare ed esplodere i vetri delle case, ha incendiato e fatto a sua volta esplodere alcune auto, parcheggiate in due autosaloni che si trovavano sotto il ponte. Dall’autocisterna di gpl si è levata un’altissima colonna di fumo, visibile da tutta la città per ore, fino a quando i vigili del fuoco hanno domato le fiamme, anche grazie all’elicottero.

Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, ha espresso solidarietà ai feriti, ma ha anche detto che il governo si è attivato per cercare «di garantire una circolazione sufficiente e accettabile in un tratto così importante per il traffico».

Importante soprattutto in un periodo di esodo per le vacanze, visto che il raccordo di Casalecchio serve a chi, provenendo da sud, deve andare in Adriatico. La vicinanza del governo sarà testimoniata direttamente anche dalla visita del premier Giuseppe Conte, che arriverà a Bologna per un sopralluogo.

La procura di Bologna, intanto, aprirà un fascicolo per disastro colposo a carico di ignoti. Si tratta di un atto dovuto che servirà ad accertare la dinamica dell’incidente. Le telecamere dell’autostrada che hanno ripreso lo scontro, mostrano chiaramente come l’autocisterna sia andata a schiantarsi violentemente contro un camion che si stava incolonnando a causa del traffico intenso. Potrebbe essere stata una fatale distrazione, un guasto tecnico oppure un malore dell’autista.

Il tratto autostradale in questione non sarà posto sotto sequestro. Da martedì, quindi, si potranno fare i rilievi necessari per capire che tipo di intervento sarà necessario per ripristinare al più presto la funzionalità di un percorso nevralgico per il traffico italiano.

Il fatto che l’esplosione sia arrivata qualche minuto dopo lo scontro ha consentito a molti automobilisti, che stavano passando su quel tratto di autostrada e di tangenziale in quel momento, di allontanarsi per quel tanto che è bastato per salvarsi la vita.

L’esplosione di una bombola di gpl trasportata da un furgone ha causato due morti in Veneto, tra Grisignano e Padova, in A4, anche questa avvenuta in seguito a un tamponamento.


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