Giovedì 19 Giugno 2008

Evasione dell’Iva, la GdF sequestra anche un aereo

Al termine di complesse indagini, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo ha sottoposto a sequestro - disposto dal Sostituto Procuratore di Bergamo, Manuela Cantù - un aeromobile PIAGGIO P 180 AVANTI registrato in Svizzera ed utilizzato, tra gli altri, dal titolare di una casa di moda.I proprietari, per non risultare direttamente intestatari dell’aeromobile, hanno costituito, tramite una fiduciaria elvetica, una società di diritto svizzero (con capitale sociale pari a 1.000.000 franchi svizzeri, interamente rappresentato da titoli al portatore, quale garanzia di anonimato) che ha formalmente acquistato il velivolo successivamente affidato in gestione ad un’altra impresa elvetica. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Bergamo – coadiuvata dalla Compagnia di Linate - hanno quindi permesso di ricostruire le varie fasi dell’operazione: l’aereo è stato comprato nel 2005 presso la casa produttrice - PIAGGIO AERO - per 6.257.000 dollari; successivamente è stato esportato in Svizzera e quindi reimportato nella Comunità Europea via Danimarca. Nonostante l’aeromobile fosse stato da subito destinato ad un utilizzo in territorio comunitario (in Italia sono stati rilevati numerosi voli da Orio al Serio e Linate), è stata scelta la Danimarca come Paese Comunitario dove procedere allo sdoganamento. In quello Stato alla società elvetica è stata concessa la totale esenzione dal pagamento dell’IVA dovuta all’atto dell’importazione quando, in realtà, tale beneficio risulta spettante, in tutta la Comunità Europea per tale tipologia di operazione, esclusivamente alle compagnie di navigazione aerea. Attraverso una serie di complesse operazioni societarie è stata dunque realizzata un’evasione d’imposta dovuta per oltre 850.000 Euro. Un imprenditore italiano ed il pilota del velivolo (che si è materialmente occupato di tutte le operazioni che hanno portato alla consumazione della frode) sono stati denunciati a piede libero per truffa ai danni della Comunità Europea ed evasione dell’Iva all’importazione (reato a cui si applicano le pene previste per il contrabbando). Atteso che la proprietà dell’aeromobile è riconducibile ad una società anonima svizzera sono ancora in corso accertamenti finalizzati ad individuare eventuali ulteriori persone comproprietarie del costoso mezzo di trasporto.Si tratta del terzo sequestro di velivoli in un anno effettuato dalla Guardia di Finanza di Bergamo. Nel mese di marzo 2007, infatti, un elicottero EUROCOPTER E120 COLIBRI’, formalmente intestato dal 2005 ad una società del Liechtenstein ed immatricolato in Svizzera, era stato fermato in una elibase di Orio al Serio. Il velivolo, acquistato per circa 1,2 milioni di Euro, veniva infatti stabilmente utilizzato da un imprenditore bergamasco per viaggi di lavoro e di piacere, solitamente con destinazione Milano, Roma, Costa azzurra e Lugano, in evasione del pagamento dell’IVA dovuta all’importazione per circa 250.000 Euro. L’Autorità Giudiziaria ha recentemente richiesto al G.I.P. il rinvio a giudizio per l’imprenditore ed il rappresentante fiscale in Italia della società di Vaduz costituita nella forma di anstalt, per il reato di evasione dell’Iva all’importazione. Il velivolo infatti non poteva essere impiegato per oltre sei mesi (periodo di “ammissione temporanea”) nel territorio della Comunità Europea senza provvedere alla regolarizzazione della sua posizione fiscale: constatata la scadenza dei termini, è stato quindi richiesto all’Autorità Giudiziaria il sequestro del velivolo (provvedimento tuttora in essere) che, in caso di condanna, potrà essere confiscato e messo all’asta, destinando il ricavato al ristoro del danno cagionato all’Erario nazionale.Successivamente, è stato sottoposto a sequestro a Linate un jet CESSNA 525 di immatricolazione statunitense, intestato ad un trust nel Delaware (U.S.A.) ed affidato in gestione ad una società italiana, utilizzato da due uomini d’affari in evasione del pagamento dell’IVA dovuta all’importazione per oltre 350.000 Euro.Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Bergamo, estese nel corso degli ultimi mesi a tutti gli aeroporti lombardi, stanno dunque portando alla luce un particolare fenomeno evasivo consistente nell’intestazione fittizia di aeromobili a società di comodo di diritto estero per evitare il pagamento dell’IVA dovuta all’importazione e, nel contempo, occultare evidenti indici di capacità contributiva. (19/06/2008)

a.ceresoli

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