Martedì 01 Luglio 2008

Fara, coppia di polacchi salvati nell’Adda da eroe ignoto

I cinque salvagenti sono stati installati a Fara d’Adda sulle sponde del fiume Adda solo quattro giorni fa. E già ieri hanno permesso il salvataggio di due cittadini di nazionalità polacca che, nel punto in cui il fiume si interseca con il canale dell’Italcementi, stavano ormai per essere sopraffatti dalla corrente. Il loro ringraziamento non deve però andare solo al Comune che, per evitare altri tragici annegamenti, ha deciso di installare sulle rive del fiume i salvagenti. Ma soprattutto allo sconosciuto che, sentendo le richieste di aiuto dei due, ha afferrato uno dei salvagenti, la corda di 30 metri collegata, e si è tuffato in acqua riuscendo poi a riportarli a riva. Sulla sponda del fiume in quel momento si trovavano alcuni pescatori che hanno assistito alle operazioni di salvataggio. Uno di loro, Alessandro Gualandris, 79 anni, ha chiesto al coraggioso salvatore chi fosse. «Una volta saputo il suo nome -afferma – mi sarei recato dal sindaco per chiedergli se poteva fargli avere un riconoscimento o almeno stringergli la mano. Lui però mi ha detto che non voleva notorietà e, dopo aver messo a posto il salvagente, si è rimesso a prendere il sole come se nulla fosse accaduto». I due polacchi, a quanto risulta marito e moglie, intorno alle 15 si trovavano sulla lingua di terra che divide il fiume Adda dal canale dell’Italcementi. Il punto, sul quale vige il divieto assoluto di balneazione, è ritenuto uno dei più pericolosi per fare il bagno: basta allontanarsi a nuoto qualche metro dalla riva che si rischia di essere subito sopraffatti dalla corrente. Ed è quello che accaduto alla donna che ad un certo punto, non riuscendo più tornare a riva, ha iniziato a chiedere aiuto. Al suo disperato appello ha risposto il marito che si è subito tuffato in acqua. L’uomo però, forse preso dalla foga, non ha preso con se il salvagente posto proprio sulla punta della lingua di terra: sono stati quindi sufficienti pochi secondi perché accadesse una tragedia. Le grida dei due sono state sentite da uno sconosciuto che in quel momento si trovava a prendere il sole sulla sponda opposta. Senza pensarci un attimo l’uomo, secondo le testimonianze intorno ai 40 anni, ha preso il salvagente, si è legato intorno alla vita la corda e si è gettato in loro aiuto. Dopo aver nuotato per ben cinquanta metri ha raggiunto i due, li ha fatti aggrappare al salvagente e poi li ha trascinati fino alla riva all’altezza del parcheggio del centro sportivo di via Reseghetti.Sul posto non è stato chiesto l’intervento nemmeno di un’ambulanza. «Quando l’ho visto tornare dalla riva - afferma Stefano Mazzoleni, 37 anni, un altro pescatore che ha assistito al salvataggio - gli ho chiesto come stavano le due persone che aveva appena salvato. Lui mi ha risposto che tremavano per il freddo ed erano sotto choc. Ma che nonostante tutto erano in buone condizioni». A questo punto lo sconosciuto eroe ha rimesso a posto il salvagente e la corda. Prima di rimettersi a prendere il sole ha anche elogiato l’iniziativa del Comune di aver deciso di installare sulla riva del fiume i cinque salvagenti. Elogio che il sindaco di Fara Valerio Piazzalunga, venuto a sapere del fatto solo in serata, ha decisamente apprezzato. «Ci fa molto piacere che i salvagenti siano già serviti a salvare vite umane. È chiaro però che in questo caso grande merito va a questo sconosciuto, un vero eroe che ha avuto anche la modestia di non dire il suo nome. Sappia che lo aspetto in Comune per stringergli la mano».(01/07/2008)

e.roncalli

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