Lunedì 16 Febbraio 2004

Fontane, passerelle e luci Il castello torna giovane

Appartato, sulla cima della città, il castello di San Vigilio riscopre le sue antiche murature e cerca una nuova giovinezza. Dice l’assessore ai Lavori pubblici del Comune, Marcello Puppi: «È uno dei posti più belli di Bergamo, ma era un po’ dimenticato. Abbiamo pensato a un intervento per renderlo di nuovo vivibile e visibile da parte della città, per tirarlo fuori dall’anonimato».

I lavori sono stati divisi in due parti, in due lotti, e termineranno in marzo. Un investimento limitato, circa 750 milioni delle vecchie lire, poco meno di quattrocentomila euro. Spiega l’assessore ai Lavori pubblici: «Abbiamo sistemato l’area attorno al castello e messo ordine nei punti di accesso e nel giardino che sta alla sommità. Non siamo intervenuti sull’edificio vero e proprio, non abbiamo toccato il castello sebbene ci rendiamo conto che siano necessari interventi di restauro. Ma i costi sarebbero esorbitanti. E sarebbe necessario chiarirsi le idee sulla destinazione, su che cosa fare del castello restaurato».

Le opere sono state progettate dagli architetti Paolo e Andrea Bellocchio. Dice Paolo Bellocchio: «Abbiamo cercato di riportare in vista parti del castello ormai invisibili per via della vegetazione, di alcune murature aggiunte con gli anni, di riporti di terra».

Prima di tutto le zone di accesso. È stata ripristinata la scaletta che dalla «panoramica» raggiunge il piazzale di accesso. Un intervento eseguito in pietra e con una balaustra metallica sottile «in maniera da ridurre all’essenziale l’impatto» come dice il progettista. Là dove c’erano arbusti e cespugli, accanto alla panoramica, è stato ricavato un piccolo parcheggio, una decina di posti auto. Sistemazione anche per il piazzale alla base della scalinata che conduce al forte, anche qui viene ricavato un piccolo parcheggio. In questo punto è stato rimosso un terrapieno che stava appoggiato contro un muro in maniera da riportare alla vista le pietre antiche. Davanti al parcheggio, sulla destra della scalinata, si apriva un passaggio che negli anni non era mai stato ben sistemato, passaggio che costeggiava i muri a est della fortezza. All’imbocco del passaggio sono stati costruiti i servizi igienici e la guardiola del custode. Le murature posticce abbattute lungo il vialetto hanno riportato in luce parte del muraglione. Tra il muraglione e il vialetto esterno stava un’altra muratura che proteggeva il fossato. Con i lavori in corso, esterni a questo muro di protezione, si sta realizzando una fontana formata da diverse vasche, un luogo di sosta con panche in pietra e pergolato.

Nell’antico fossato, fra muro di protezione e muraglione, è stata installata una passerella e, sotto la passerella, vasche dove scorre acqua. Spiega Bellocchio: «Una delle richieste dell’amministrazione comunale era quella di prevedere un luogo appartato e tranquillo per la sosta dei visitatori, ma anche per eventuali colazioni al sacco di scolaresche. Noi abbiamo situato questa zona nell’area a nord perché presenta un andamento pianeggiante, soleggiato, dove si gode di una bella vista sul castello, sulla conca del Canto Alto e sulle montagne della Valle Brembana».

Nella piana soleggiata sgorga una grande fontana. Dice Paolo Bellocchio: «Il gioco d’acqua che, richiamandosi anche alla vasca del fossato compreso nell’antico vallo sovrastante, scorre nelle fontane in modo longitudinale a caduta naturale e a cascata, con il suo piacevole rumore porterà gioia al visitatore».

Un percorso che in buona parte potrà venire affrontato anche da persone disabili. Sulla cima del castello sono stati creati vialetti, sistemato il manto erboso, creati punti luce. Ci si è dimenticati dei cestini: quelli che ci sono appaiono del tutto inadatti al luogo.

(16/02/2004)

fa.tinaglia

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