Giovanardi e la vicenda di Fermo «Mai linciare le persone senza processo»

Giovanardi e la vicenda di Fermo
«Mai linciare le persone senza processo»

Riportiamo on line questa lettera inviataci dal senatore Carlo Giovanardi che risponde a un commento pubblicato nella rubrica web «Buonanotte» in merito ai recenti fatti di Fermo.

Soltanto in queste ore ho letto l’articolo di Mario Schiani «Male agli altri» che contiene cortesi espressioni nei miei confronti tipo «se Giovanardi si alzasse con il sospetto di essere niente del tutto, avrebbe certo mosso un passo verso la verità, ma avrebbe perduto quel poco che lo illude di essere se stesso» .

Che cosa ha combinato Giovanardi, secondo Schiani di così grave da da non «permettersi di guardarsi allo specchio e non vedere il vuoto»? Ecco il crimine: mentre l’8 di luglio, dopo la relazione del ministro degli Esteri Gentiloni, si discuteva in Senato sulla tragedia dei nove italiani torturati e sgozzati a Dacca, qualcuno ha introdotto il tema del giovane nigeriano ucciso a Fermo e la presidente di turno ha concesso un intervento per gruppo.Quando ho preso la parola sono stato immediatamente subissato di fischi ed insulti. Perchè? Ho appena avuto il tempo di dire che i fatti andavano approfonditi «Può essere benissimo che un pazzo, un balordo, un violento abbia commesso l’omicidio» e di aggiungere «ma trovo sgradevole che…» quando l’aula ha cominciato a rumoreggiare fino a coprire la mia voce con coretti «fuori fuori», «razzista, verme, ecc. ecc.».

La presidente di turno, invece di far tornare la calma mi ha tolto la parola, minacciandomi l’espulsione con questo stupefacente intervento: «Le avevo dato la parole per associarsi, e lei non sa di cosa stiamo parlando…». Se avessi potuto parlare (l’unico precedente di risale al 1925 quando venne tolta la parola ai pochi deputati liberali che facevano opposizione al fascismo dopo l’Aventino) avrei spiegato che trovavo sgradevole accostare un fatto come quello di Fermo, terribile e doloroso, ma assimilabile ad altri atti di violenza a sfondo razzista o no, all’eccidio di Dacca e agli attacchi terroristici dell’Isis. Mi è stato impedito di dirlo e chi dovrebbe vergognarsi sono quelli che linciano le persone senza processo come nel selvaggio Far West applicando la censura a chi non si rassegna a cantare nel coro, che nell’occasione era tra l’altro totalmente stonato come l’evoluzione della indagine sul caso di Fermo hanno ampiamente dimostrato.
Carlo Giovanardi


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