Mercoledì 22 Ottobre 2008

Gli acquisti? Crescono on line o per corrispondenza
Ma aumentano gli scontenti

Negozi vuoti conseguenza della recessione? In compenso gli affari si fanno fuori dagli esercizi commerciali, tra Internet, vendita per corrispondenza e grazie al telefono, la radio e la tv. In Lombardia, infatti, secondo uno studio effettuato dalla Camera di Commercio di Milano sui dati del secondo trimestre del 2008, 2007 e 2004, le imprese in questi settori di vendita sono oltre mille e duecento, con una crescita rispetto al 2007, del 18,4%; addirittura del 60,7% se si rapportano i dati del 2004 con quelli del 2008.Protagonista di questo boom di acquisti, oltre a Milano, è Bergamo con 96 aziende che si occupano di queste tipologie di vendita, tra e-commerce e acquisti per corrispondenza, con una crescita del 23,1% rispetto allo scorso anno e del 41,2% rispetto a quattro anni fa (nella ricerca è esclusa la vendita di prodotti alimentari). Un aumento decisamente esponenziale che posiziona il nostro capoluogo sul secondo gradino della classifica lombarda, dopo Milano (706), ma prima di Varese (95), Brescia (93) e Como (74).E se il boom di acquisti mette in pole position la Bergamasca, c’è anche l’altra faccia della medaglia da segnalare: il fiorire di controversie tra clienti e aziende, con a livello lombardo ben 117 domande di risoluzione on line di controversie commerciali depositate nel 2007 e al servizio di conciliazione della Camera di Commercio di Milano. Scontenti che, anche in questo caso, sono in crescita: si parla di 277% rispetto al 2006, con il 21% dei casi che riguarda proprio l’e-commerce. Con un’informazione di servizio per i tanti scontenti: per fare pace on line è attivo Risolvionline, un servizio di composizione delle controversie via e-mail o chat che minimizza i disagi dovuti alla distanza fisica tra i litiganti. Fino a fine anno il servizio, attivato dalla Camera arbitrale di Milano e all’indirizzo www.risolvionline.com, è gratuito se nella controversia è coinvolto un consumatore, fino a un valore di controversia di 50.000 euro. (23/10/2008)

fa.tinaglia

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