I pellegrini e il vescovo  a Scampia - Video Incontro con i giovani armati di speranza
Il vesco Beschi nella comunità delle Poverelle a Scampia (Foto by Yuri Colleoni)

I pellegrini e il vescovo a Scampia - Video
Incontro con i giovani armati di speranza

Quanto costa scegliere di lavorare onestamente a Scampia? Cento euro la settimana in nero invece che 150 al giorno con lo spaccio.

Nel malquartiere più famoso d’Italia i pellegrini bergamaschi sono arrivati giovedì 30 giugno sulle tracce delle suore Poverelle: una comunità di cinque suore aperta nel 1992. La responsabile è la bergamasca Debora Contessi. Con lei Enza Sangalli di Cologno al Serio, Carmela Puglia di Lentini, Simona Carne di Boario e Giuseppina Rivetti di Brescia. Descrivono una realtà di 80 mila persone con servizi per 50 mila. Dispersione scolastica molto alta, madri ragazzine con più figli, compagni in carcere o spariti. Case occupate, tasso di natalità fin troppo alto.


(Foto by Yuri Colleoni)

Ma suor Debora parla anche di ragazzi con una marcia in più che lottano per un futuro diverso, di un Cre con 140 bambini e 60 amatori. Di comunità religiose e volontariato. Che Scampia non sia solo Vele e carcere di Secondigliano i pellegrini lo scoprono durante la Messa celebrata dal vescovo nella parrocchia di Santa Maria Maddalena, una delle quattro del quartiere con il parroco don Giuseppe. Padre Alessandro parroco dal 2006 del Buon Rimedio, su Fb ha postato i ragazzi del Cre di Scampi con la frase «Attenzione sono armati...di speranza».

Il vescovo Beschi alla sede delle suore Poverelle

Il vescovo Beschi alla sede delle suore Poverelle
(Foto by Yuri Colleoni)

Scampia ha un potenziale da sviluppare e lo farà nonostante tutto. Le testimonianze si legano al commento del vescovo alla parabola del samaritano. Tutti vedono, uno solo si ferma. Nessuno vuole essere compatito, tutti vogliono qualcuno che capisca ciò che proviamo. L’indifferenza è una difesa che ci rende aridi, afferma il vescovo. Che fare? Essere attenti a ciò con cui nutriamo i nostri pensieri. «Dobbiamo discernere le informazioni che raccogliamo. Cerchiamo parole che ci facciano rivivere, come quelle udite stasera».

Anche a Scampia viene donata la reliquia di Giovanni XXIII, dono che i bravissimi ragazzi del coro ricambiano con una maglietta con motto in napoletano. Il pomeriggio a Scampia ha concluso una giornata molto intensa di visita alla città monumentale e alla pala del Caravaggio dedicata alle opere di misericordia. Oggi i pellegrini lasciano Napoli alla volta di Roma dove giungeranno in serata.

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