Il canone Rai e i paradisi fiscali Evasione «monstre» di 122 miliardi

Il canone Rai e i paradisi fiscali
Evasione «monstre» di 122 miliardi

Il canone Rai e le case fantasma. La prestazione senza fattura e le attività collocate in paesi dove il fisco è più clemente. Dipendenti che guadagnano più dei loro datori di lavoro e conti, spesso milionari, nascosti nei paradisi fiscali.

Sono molteplici le «strategie» affinate dagli italiani per sfuggire al fisco, che producono una evasione «monstre» da almeno 122 miliardi, come stimato da ultimo da Confindustria, anche se c’è chi si spinge fino a 180-200 miliardi.

Risorse che valgono almeno 7 punti di Pil e che se venissero recuperate anche solo per metà consentirebbero di creare 300mila posti di lavoro, ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo primo discorso di fine anno, citando proprio gli ultimi dati degli industriali.

Secondo il centro studi di viale dell’Astronomia, infatti, al fisco vengono sottratti quasi 40 miliardi di Iva, 23,4 miliardi di Irpef, 5,2 miliardi di Ires, 3 miliardi di Irap, 16,3 miliardi di altre imposte indirette e 34,4 miliardi di contributi previdenziali. Una «montagna» difficile da aggredire, nonostante i ripetuti record di recupero messi a segno dall’Agenzia delle Entrate negli ultimi anni.

Il 2015 però potrebbe non riuscire a superare il risultato del 2014, quando sono tornati in cassa 14,2 miliardi, anche se alcune operazioni messe a segno nelle ultime settimane, come lo storico accordo con la Apple - 318 milioni pagati per sanare la sua posizione - potrebbero consentire di replicare.

Nel 2015 peraltro il governo ha messo in campo diversi nuovi strumenti per combattere l’evasione, da reverse charge e split payment Iva (per la quale l’Italia detiene ancora il primato tra i big Ue per i mancati versamenti), al 730 precompilato - che ha consentito di avvisare per tempo 500 mila contribuenti «distratti», che non hanno presentato la dichiarazione, hanno fatto degli errori, o si sono «scordati» qualche informazione. Senza contare la voluntary disclosure, la procedura per fare rientrare i capitali illecitamente detenuti all’estero, che ha portato un incasso di oltre 4 miliardi, sopra le iniziali previsioni del governo.

Tra le mosse anti-evasione per il 2016 il governo punta poi sul canone Rai, uno dei balzelli più odiati dagli italiani tanto che l’evasione sfiora il 30%, che si pagherà con la bolletta elettrica e che potrebbe portare almeno mezzo miliardo di incasso in più.

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