Lunedì 08 Settembre 2003

«Il croato la minacciava: Monica era spaventata»

«La minacciava, e Monica aveva paura per sé e per la sua famiglia». Tra gli amici della ventunenne di Gorno assassinata il 30 agosto a Londra da un amico croato, Sanjin Stojanovic, di 24 anni, che si è poi tolto la vita, c’è chi ricorda le ultime parole scambiate con Monica Zanotti, le sue paure di fare ritorno a Londra, dove si era stabilita dall’ottobre del 2002, dopo essersi diplomata al liceo linguistico. «Ci aveva confidato che quel suo nuovo amico – ripetono alcuni coetanei – non la lasciava in pace. Non voleva separarsi da Monica, che si accingeva a concludere l’esperienza a Londra per tornare a Riso di Gorno, e l’aveva anche minacciata. Le aveva detto che se non fosse tornata in Inghilterra avrebbe fatto del male a lei e alla sua famiglia, sarebbe venuto in Italia per farlo. Monica era preoccupata, ma non voleva tirarsi indietro di fronte ai suoi impegni».

Anche la famiglia di Monica, in occasione dell’ultimo rientro a casa della giovane, ai primi di agosto, l’aveva consigliata di non tornare più a Londra. «Era molto soddisfatta dell’esperienza in Inghilterra – dice la zia Serena Varischetti – e ormai aveva deciso di tornare in Italia il 12 settembre. Le avevo detto di lasciar perdere, ma mi aveva risposto che preferiva tornare al ristorante dove lavorava e rispettare gli impegni che aveva preso. Voleva sistemare un po’ tutte le sue cose. Era partita per Londra convinta che questo sarebbe stato importante per lei, invece là ha perso la vita».

La salma della giovane dovrebbe rientrare in Italia tra domani e giovedì. Una settimana dopo la scoperta della tragedia che si è consumata il 30 agosto, ma solo domenica la notizia dell’omicidio è trapelata a Gorno. Anche ieri i familiari della ragazza, che si trovava in Gran Bretagna per lavorare e per perfezionare la lingua inglese, si sono mantenuti in contatto con il consolato italiano a Londra per cercare di accelerare le pratiche per il rimpatrio della salma. Sono stati assistiti dal Comune di Gorno, perché Monica verrà sepolta nel paese della Valle del Riso dove era cresciuta e dove vive la sua famiglia, anche se nell’ultimo anno, poi trascorso in gran parte all’estero, aveva preso la residenza a Clusone. «Monica era troppo legata alla sua terra, alla sua contrada Riso ed è giusto che riposi qui», spiegano i familiari.

La data dei funerali verrà stabilita non appena si saprà con precisione il giorno del rientro. Anche le ex compagne dell’Istituto «Rezzara» di Clusone, dove aveva frequentato il liceo linguistico, hanno annunciato che parteciperanno al funerale. Gorno e gli altri paesi della zona sono sgomenti per quanto è accaduto a Monica, ragazza che tutti ricordano per il suo sorriso e per la sua allegria. «Queste tragedie di solito le leggi sui giornali e le senti in televisione, ma non riguardano persone che conosci: questa volta siamo noi sotto i riflettori», dice la poca gente per strada. La pioggia e il cielo grigio rendono ancora più cupa Gorno e le sue contrade: sembra essersi spento il sole, come il sorriso che illuminava sempre il viso della giovane.

Tutto il paese si prepara a dare l’estremo saluto a Monica. I giovani del paese stanno pensando a un commiato speciale. Già l’altra sera i partecipanti e gli organizzatori della festa che l’oratorio ha dedicato ai giovani hanno voluto ricordare la ragazza assassinata. La notizia della tragedia si era diffusa proprio durante l’animazione che stava coinvolgendo un centinaio di persone anche dei paesi vicini. In serata, alla presenza del parroco don Vincenzo Valle, si sono raccolti in un momento di preghiera per Monica: «In questi casi l’unico modo per ricordare è il silenzio».

«Non abbiamo diffuso subito la notizia della morte di Monica – spiegano i familiari – per poter preparare la mamma e la nonna a questa tragedia. Il vuoto lasciato è incolmabile, il sostegno che ci arriva da amici e conoscenti di Monica ci dà un po’ di conforto».

(09/09/03)

m.ferrari

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