Domenica 08 Giugno 2014

Il ragazzo tuffatosi nella fontana

Ora è in coma e rischia la paralisi

«Non mi sento più le gambe». Riesce a dire solo queste poche parole Abdelmajid Kassoudi, marocchino di 21 anni di Ponte San Pietro, mentre gli amici lo tirano fuori dalla fontana di piazzale degli Alpini e lo fanno stendere a terra. Ha un profondo taglio sulla nuca, perde molto sangue. Quella che doveva essere una mattina di festa per la fine della scuola si è trasformata, in un attimo, in una tragedia.

«Tutti si buttavano nella fontana, facevano festa, ridevano. Anche lui ha fatto una capriola e si è lanciato, ma ha battuto la testa su quel cubo di ferro lì in mezzo, quello per il ricircolo dell’acqua» racconta un connazionale con lo sguardo fisso ai medici del 118 che circondano Majid.

Sono le 11,30 e il piazzale è affollato di studenti: è l’ultimo giorno di scuola, fa caldo e i ragazzi sono tutti intorno alla fontana. C’è chi si bagna, si schizza, poi inevitabilmente qualcuno finisce nella vasca. È vietato ma i ragazzi se ne infischiano, per oggi niente regole, solo festa.

«Majid lo conosco bene, stavamo scherzando insieme poco fa, è stato lui a buttarmi nella fontana – dice una ragazza con lunghi capelli biondi, i vestiti completamente zuppi – poi si è buttato anche lui, ma non ho visto cos’ha fatto, ho visto solo i suoi amici che lo tiravano fuori».

E quegli amici sono disperati: prima arriva un’ambulanza, poi l’automedica. Le condizioni di Majid sono preoccupanti. Il ventunenne è ora ricoverato in coma nel reparto di Terapia intensiva con una lesione alle vertebre cervicali: nel tardo pomeriggio è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per fissare la colonna vertebrale e scongiurare il rischio che resti paraplegico.

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