Il vento è cambiato a Roncobello Profughi al lavoro, tensione svanita

Il vento è cambiato a Roncobello
Profughi al lavoro, tensione svanita

«Egoisti si nasce e altruisti si diventa». Non c’è luogo comune più sbagliato. E gli aggettivi andrebbero scambiati. Geni e neuroni non c’entrano, altruisti lo si è per natura, egoisti per cultura e quel turbinio di circostanze che portano a un individualismo estremo.

Lo sa bene la gente di Roncobello che nella casa vacanze Santa Maria del Carmine, gestita da Caritas e cooperativa Ruah, ha visto l’arrivo di 45 profughi di Asia e Africa. Poco più di un mese fa c’era chi faceva nottate sul ponte di Bordogna, pronto a sbarrare il passo allo straniero, oppure alzava barricate con muri di parole dai toni decisamente ostili: «ospiti indesiderati«, «clandestini«. La protesta del «comitato non-accoglienza» si è poi trasferita su Facebook dove un’abile manina con l’aiuto di photoshop ha storpiato il nome di Roncobello in Roncocongo.

I profughi al lavoro a Roncobello

I profughi al lavoro a Roncobello
(Foto by Yuri Colleoni)

Una polemica che al momento sembra cessata. In un mese l’aria è cambiata. Altruismo è una parola che nel dizionario della gente del paese non è mai scomparsa. Da quel 24 aprile, quando un bus portò i primi profughi all’ex colonia, la situazione è radicalmente mutata. La tensione o forse meglio la preoccupazione che si avvertiva parlando per strada o in un locale pubblico appare svanita. Ai toni di astio, hanno risposto con i fatti i volontari, ma soprattutto le famiglie del paese e del circondario.

I profughi che soggiornano a Roncobello si sono rimboccati le maniche, restituendo al mittente le accuse di essere «fannulloni a spese dello Stato». «Dopo un primo periodo per ambientarsi - dice il sindaco Andrea Milesi - tutti sono impegnati in lavori socialmente utili».

I profughi al lavoro a Roncobello

I profughi al lavoro a Roncobello
(Foto by Yuri Colleoni)

I 45 provengono da Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Costa d’Avorio, Gambia e Burkina Faso. «Attualmente - aggiunge Silvia Zerbini operatrice della cooperativa Ruah - la loro attività riguarda la pulizia delle strade, lo sfalcio di erbacce e la verniciatura di ringhiere o parti metalliche degli arredi urbani. Ogni giorno 15 di loro - a rotazione - e divisi in squadre svolgono questi lavori al mattino, mentre al pomeriggio frequentano lezioni di lingua italiana grazie all’aiuto di alcune persone che si sono fatte avanti prestando gratuitamente la loro opera».


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