Il vicequestore rapinato in treno
Colluttazione, sparo e un polso rotto

Forse pensavano di farla franca, come purtroppo tante altre volte, e di scappare dopo aver semplicemente strappato dalle mani lo smartphone all’unico passeggero della carrozza.

Il vicequestore rapinato in treno Colluttazione, sparo e un polso rotto

Del resto i due banditi non sapevano che quell’uomo con baffi e pizzetto era un poliziotto in borghese che stava tornando in treno a casa a Bergamo terminato il lavoro. Per la precisione il passeggero era il vicequestore Angelo Lino Murtas, da due anni a capo del commissariato di polizia di Treviglio. Il quale non ha ovviamente esitato a inseguire il primo malvivente che l’ha rapinato, un ragazzo di colore di circa vent’anni che, in una frazione di secondo, gli ha strappato il suo Galaxy Note dalle mani, dirigendosi verso l’uscita del treno, appena arrivato alla stazione di Verdello-Levate.

Erano le 22,30 di giovedì sera e, in quel momento, il convoglio era praticamente deserto. Soltanto sull’ultima carrozza c’erano altri due passeggeri: due stranieri, che hanno soltanto visto il secondo malvivente darsela a gambe. Murtas aveva partecipato a una serata organizzata da Libera a Caravaggio e, alle 22,13, era salito sul treno diretto a Bergamo alla stazione Ovest di Treviglio.

Il commissario si è seduto sulla prima carrozza, completamente deserta. Durante il viaggio ha estratto di tasca il cellulare per inviare un messaggio: alla stazione di Verdello-Levate, dunque a metà viaggio, devono essere saliti i due extracomunitari che lo hanno poi rapinato. Il primo ha aperto la porta dello scompartimento e, con una rapida mossa, ha strappato di mano lo smartphone a Murtas.

Dopodiché si è diretto verso l’uscita del treno, ancora aperta. Ovviamente il commissario non è rimasto a guardare e, visto anche il suo lavoro, si è messo a inseguire il rapinatore: braccandolo proprio sulle scale della carrozza. Tra i due è nata una colluttazione: dalla scaletta del treno, i due sono caduti sulla banchina e Murtas ha rimediato la frattura dello scafoide della mano sinistra (soltanto alcuni mesi fa, per salvare una persona che voleva gettarsi dalla finestra a Treviglio, si era rotto l’altro polso). All’improvviso il poliziotto è stato preso alle spalle dal secondo malvivente, fino a quel momento nascosto (forse era salito in fondo al treno) e che lo ha afferrato per il collo, stringendogli la testa nel suo gomito. È stato a quel punto, in balìa dei due rapinatori, che Murtas ha estratto la Beretta calibro 9 d’ordinanza e, gridando «polizia!», ha esploso un colpo di pistola in aria.

Una reazione del tutto imprevista per i rapinatori, che hanno mollato la presa: il primo è scappato con il cellulare del poliziotto verso l’esterno della stazione, mentre il secondo, che nella colluttazione aveva strappato il giubbotto a Murtas, è risalito sul treno ed è sceso dall’ultimo vagone, passando davanti agli altri unici due passeggeri. Nella fuga si è liberato del giubbotto rubato, buttandolo su una carrozza, e del portafogli di Murtas, gettandolo sulla banchina (con ancora tutto il contenuto). Il vicequestore si è lanciato all’inseguimento del primo rapinatore, scappato in un vicino parco (lì è territorio comunale di Verdello e le riprese delle telecamere della zona sono state già acquisite dalla polizia).

Sul posto è arrivata poi la polizia, ma le ricerche dei due rapinatori hanno avuto esito negativo. Murtas è stato portato in ospedale a Treviglio, dove gli hanno riscontrato anche una lussazione del rachide cervicale: ne avrà per trenta giorni. Ma venerdì 20 marzo era già al lavoro, a sfogliare le foto segnaletiche per risalire all’identità dei due uomini che l’hanno rapinato.

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