Imprudenza in montagna? Il costo dell’elisoccorso si paga

Imprudenza in montagna?
Il costo dell’elisoccorso si paga

Via libera del Pirellone alla nuova legge regionale sul soccorso alpino che prevede una compartecipazione alle spese di soccorso in caso di comportamento imprudente.

Potrà essere richiesta una compartecipazione alle spese per gli interventi del soccorso alpino e dell’elisoccorso in montagna, qualora l’escursionista non debba ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e ad accertamenti diagnostici. L’esborso potrà essere maggiorato in caso di comportamento imprudente. Queste le principali novità contenute nella legge, illustrata da Lara Magoni (Lista Maroni), primo firmatario Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), approvata a maggioranza dal Consiglio regionale (38 sì, 27 contrari). A favore si sono espressi Fi, Ncd, Lega Nord, Lista Maroni, Fratelli d’Italia e la consigliera Baldini del Gruppo Misto – Fuxia People. Contrari Pd, Patto Civico e Cinque Stelle.

«Quando un cittadino mette a rischio sia la propria incolumità che quella delle squadre di soccorso sanitario o tecnico, deve essere consapevole che, nel momento in cui queste situazioni non sfociano in ricoveri ospedalieri o non hanno necessità di accertamenti diagnostici, la compartecipazione alla spesa è dovuta». È quanto ha dichiarato il vicepresidente e assessore alla Salute Mario Mantovani durante la discussione sul progetto di legge «Disposizioni in materia di soccorso alpino e speleologico in zone impervie», approvato dal Consiglio regionale della Lombardia.

L’Aula consiliare ha infatti deliberato un «codice di comportamento» per tutti gli interventi che richiedono l’attivazione dell’elicottero del soccorso, recependo il Decreto del Presidente della Repubblica (Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione del livelli di assistenza sanitaria di emergenza), che prevede che gli oneri degli interventi di elisoccorso siano a carico del cittadino se non sono seguiti da ricovero o da accertamenti presso i Pronto Soccorso. Con una novità, vale a dire il concetto della «partecipazione aggravata», che comporta un aumento del contributo nei casi in cui si riscontri un «comportamento imprudente». In ogni caso non più del 50% del costo complessivo.

In Regione Lombardia le attività di soccorso sanitario sono svolte dalla Azienda regionale emergenza e urgenza, che si avvale delle competenze e del supporto tecnico del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas.). Grazie ad una gestione razionale delle risorse e al significativo contributo offerto dal Terzo Settore - ha proseguito Mantovani - in Regione Lombardia i costi del servizio di emergenza sanitaria territoriale sono tra i più bassi rispetto ad altri Regioni d’Italia o ad altri Paesi europei. Abbiamo comunque il dovere di utilizzare nel modo più appropriato ed equo possibile un così rilevante investimento umano, economico e tecnologico».

Nel 2014 in Lombardia sono stati effettuati 1155 interventi (erano stati 985 nel 2013), soccorrendo 1216 persone (1060 nel 2013). Dati aggiornati all’8 marzo 2015 riportano che il Soccorso Alpino e Speleologico (Sas) lombardo ha svolto 133 interventi, di cui 4 casi sono stati causati da «incapacità» con il coinvolgimento di 14 persone infortunate. Già altre Regioni hanno provveduto a legiferare in materia. Nel Veneto già dal 2011 l’utilizzo dell’elicottero costa 25 euro al minuto se il ferito è grave (fino a un massimo di 500 euro), ma il costo può salire fino a 7.500 euro se il ferito è lieve. In Trentino Alto Adige chi chiama i soccorsi senza aver subito danni rilevanti paga un ticket di 750 euro. In Valle d’Aosta per richieste di soccorso immotivate o dovute a attrezzatura inadeguata il costo al minuto per l’utilizzo dell’elicottero è fissato in 137 euro.

La Giunta Regionale, dall’entrata in vigore della legge, dovrà definire un piano tariffario dei servizi di soccorso, prevedendo una riduzione delle tariffe (del 30 per cento) a favore dei residenti in Lombardia.


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