Lunedì 28 Aprile 2008

Incidenti stradali, bollettino di guerra 850 morti in Lombardia nel 2006

Ottocentocinquanta morti, la maggior parte dei quali sotto i 30 anni, e migliaia di feriti costretti a fare i conti anche con malattie invalidanti da trauma permanenti o comunque gravi. I dati sugli incidenti stradali avvenuti sulle strade della Lombardia nel 2006 sono un vero e proprio bollettino di guerra permanente. La situazione è da «bollino rosso» perché ogni anno compilare l’elenco delle vittime e come decretare la cancellazione di un piccolo comune di montagna.

L’allarme è stato raccolto dalle Commissione regionali Territorio, Sanità e Informazione che questa mattina hanno ricevuto in audizione nel Palazzo del Consiglio Regionale i rappresentanti di Anas, Motorizzazione civile, Croce Rossa, Ministero dei Trasporti, delle direzione generali regionali, dell’Unione Europea e dei media.
L’obiettivo, come ha ricordato il Presidente della Commissione Territorio Marcello Raimondi è «quello di ascoltare gli operatori del settore per proporre soluzioni da tradurre in norme concrete, finalizzate ad aumentare la sicurezza sulle strade lombarde e arrivare in questo modo a dimezzare il numero degli incidenti entro il 2010».
Agli incontri di questa mattina erano presenti l’ingegner Carlo Bartoli, direttore esercizio di Anas Lombardia, per la Motorizzazione civile di Milano il dottor Paolo Nocera, il giornalista Ettore Ongis, direttore dell’Eco di Bergamo, e i commissari Giulio De Capitani e Luciana Ruffinelli per la Lega Nord, Carlo Saffioti per Forza Italia, Maria Grazia Fabrizio, Stefano Tosi e Giuseppe Benigni per il Partito Democratico..
Durante le audizioni è emerso che nel nostro Paese i controlli sulle strade sono molti scarsi rispetto a quelli che avvengono invece in Europa: 400 mila contro i 4,5 milioni della Francia e i 5 milioni della Germania.
Tre le linee d’intervento emerse: l’importanza di avviare un grande progetto culturale che coinvolga soprattutto i giovani affinché sia potenziata l’educazione stradale, il miglioramento della rete infrastrutturale con l’eliminazione dei punti più critici (l’Anas Lombardia ne ha individuato un centinaio) e la revisione dei programmi di scuola guida con l’avvio in parallelo di un piano di formazione per gli istruttori di guida. Senza contare ovviamente le pene che, per chi trasgredisce, devono essere – come è stato più volte sottolineato - «certe e non ipotetiche».

(28/04/2008)

a.campoleoni

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